Bruno Barbona (primo a destra)

Sora, Il Partito Comunista Critica don Piacentinti

Davvero è stato un temporale agostano, molto fuori stagione, e fuori logica, l’esternazione svolta dal parroco di Sora, Don Piacentini, fortunatamente corretto in seguito dal Vescovo, citando proprio San Rocco. E, se ce ne fosse stato dubbio, rinforzato sul tema dalle parole chiarissime di Papa Francesco. Tuttavia, la tirata antimmigrati degna del miglior filoleghismo, non poteva passare in silenzio. Per questo i comunisti ciociari hanno deciso di intervenire con nettezza e il segretario della Federazione di Frosinone, Bruno Barbona ha così dichiarato:

“San Rocco.  Se  don Piacentini  non fosse un ministro della chiesa basterebbe esprimere  lo sdegno per  le frasi pronunciate durante l’omelia in occasione della festa di San Rocco a Sora.

Ma purtroppo cosi non è,  quanto detto in quell’occasione esprime tutto il danno  procurato della cultura Salviniana che ormai ha pervaso tutti, e purtroppo come in questo caso anche chi dovrebbe avere cura delle coscienze,  parlando  di fratellanza di accoglienza, e della costruzione di  società inclusiva e tollerante,  insegnare ad essere evangelicamente cristiano dovrebbe essere testimoniato prima che con la preghiera  con l’esempio.

E strano dover fare l’omelia da laico impenitente ad un  ministro di Dio, ma la coscienza prescinde dal proprio credo, rivolgere le proprie attenzioni a chi soffre ed è vittima di guerre,  carestie, fame  o persecuzioni  politiche o religiose ha diritto all’accoglienza civile, si tratta di affermare il diritto alla  vita alla dignità umana.

E’ anche ora di smetterla con i pentimenti postumi che sono ancora peggiori  delle bestialità dichiarate, sarà  forse perché per un laico  non basta la confessione per lavare la propria coscienza o non serve l’ostentazione di simboli religiosi nei comizi politici, che quello sì, avrebbe dovuto indignare don Piacentini.

E se la preoccupazione è per i nostri tanti bisognosi di cure e assistenza si può sempre pretendere da Salvini di restituire quarantanove milioni di euro che forse una qualche utilità in tal senso l’avrebbero.

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