Covid19, Confagricoltura Frosinone: “Giù le mani dal comparto agricolo”. 1

Covid19, Confagricoltura Frosinone: “Giù le mani dal comparto agricolo”.

L’agricoltura e l’allevamento non possono essere fonti primarie di inquinamento, né si deve collegare il ruolo degli allevamenti alla grave pandemia del COVID-19, senza evidenza scientifica.

Confagricoltura Frosinone respinge con forza tutti quei messaggi che lasciano intendere responsabilità da parte del comparto in merito all’emergenza sanitaria in atto:

Esistono diversi studi scientifici – sottolinea il presidente Vincenzo del Greco Spezza – che dimostrano come il COVID-19 non si trasmetta agli animali zootecnici, soprattutto se vi è un confinamento che ne garantisce la biosicurezza; gli allevamenti confinati e ad elevata efficienza, al contrario, contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento, alla biosicurezza, alla salute e al benessere degli animali allevati, contribuendo alla produzione di cibo sostenibile, di qualità e di alto valore nutrizionale.

Nelle ultime settimane gli aerei, le macchine, le industrie (solo alcune) si sono fermate, in generale il mondo nel suo complesso ha rallentato la sua produzione di beni e servizi, ma stando alle ultime analisi dei livelli di CO2 e PM10 sono nettamente calati. Eppure l’agricoltura non si è mai fermata, anzi ha prodotto in condizioni di grande disagio e sotto un grande stress con numeri del tutto simili al periodo pre-emergenza:

L’agricoltura e in particolare la zootecnia – spiega del Greco Spezza – non sono poi così dannose come hanno detto i media, forse il mondo non viene avvelenato dal nostro bestiame, forse e dico forse l’agricoltura oggi è prepotentemente apparsa agli occhi di tutti in tutta la sua imprescindibilità e indispensabilità per nutrire il mondo. Il servizio in onda su Report ha provato a mettere in correlazione diretta la vocazione agricola e zootecnica della pianura Padana con la diffusione del coronavirus. Un tentativo maldestro, una balla colossale che non può essere diffusa in prima serata sulla televisione di Stato.

È l’ennesima azione denigratoria infondata verso un settore economico che tiene in piedi il paese verso la quale serve una risposta efficace.  Un settore, quello dell’agroalimentare, che in queste settimane è emerso prepotentemente in tutta la sua indispensabilità grazie agli agricoltori che quotidianamente continuano a lavorare operando da protagonisti silenziosi, il sistema dell’agroalimentare non solo non si è mai fermato, ma è sotto pressione per le crescenti difficoltà in cui deve operare.

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