Ue, maxi-taglio alle stime sul Pil dell'Italia: 0,2% nel 2019

L’Ue taglia le stime di crescita del Pil: ora l’Italia è ultima in Europa

Lo riporta l'Ansa, secondo cui il Pil 2019 si fermerà a 0,2%, dall'1,2% previsto a novembre.

"Abbiamo a disposizione diversi strumenti di politica economica per riavviare la crescita", ha subito risposto il ministro dell'Economia Giovanni Tria. A giudicare dagli ultimi dati sulla produzione industriale, c'è il rischio che sia così anche questa volta.

Il deludente dato della produzione ha portato il Cer a rivedere in senso ulteriormente negativo la propria stima sul Pil per il periodo gennaio-marzo, abbassata a -0,3% da -0,2% indicato solo lunedì. Inoltre, prosegue l'esecutiva Ue, "gli investimenti delle imprese sono previsti in forte decelerazione nel 2019, per rimanere modesti nel 2020".

L'impatto del reddito di cittadinanza nella crescita del Pil sarà marginale e non basterà ad invertire la rotta. Con ipotesi sui prezzi del petrolio per quest'anno e per l'anno prossimo attualmente più basse rispetto a quelle formulate in autunno, l'inflazione della zona euro dovrebbe rallentare, attestandosi all'1,4 % nel 2019, prima di risalire leggermente all'1,5 % nel 2020.

"L'economia italiana ha cominciato a perdere slancio all'inizio del 2018", ed è finita in contrazione nella seconda metà, col Pil "calato di 0,2% negli ultimi tre mesi".

"Mentre il rallentamento iniziale era in gran parte causato da un commercio mondiale meno dinamico, il recente rallentamento dell'attività economica è più attribuibile alla domanda interna lenta, in particolare gli investimenti a causa dell'incertezza relativa alla posizione politica del governo, e ha pesato l'aumento dei costi di finanziamento del debito". Sì, ma per troppo ottimismo...

Se Roma deciderà di non procedere, allora i fondi verranno destinati ad altri progetti, probabilmente non in Italia, magari a finanziare la creazione di collegamenti marittimi con l'Irlanda (con porti francesi, belgi ed olandesi), necessari per via della Brexit (ora il corridoio di collegamento tra l'Ue e la Repubblica d'Irlanda passa dal Regno Unito).

"Tra i maggiori stati membri, revisioni al ribasso della crescita sono state considerevoli", oltre che per l'Italia, anche per "Germania e Olanda".

Nessuno peggio di così nell'eurozona, dove pure la Commissione taglia le stime dello 0,6%, fissando all'1,3% la crescita dei Paesi europei con la moneta unica e non più all'1,9%.

Correlati:

Commenti


Altre notizie