The Zen Circus e il pugno nello stomaco che dura da vent'anni

The Zen Circus e il pugno nello stomaco che dura da vent'anni

La canzone verrà presentata per la prima volta martedì 5 febbraio 2019 nel corso della prima serata della kermesse canora della Rete Ammiraglia in diretta dal Teatro Ariston. Uno dei duetti più attesi è quello che vede insieme gli Zen Circus con Brunori, nel brano L'amore è una dittatura.

"L'amore è una dittatura" è disponibile su Spotify e disponibile su Amazon Music. Neanche la liberazione finale la libera ma in mezzo al pop, una canzone veramente politica, d'amore e d'anarchia stona, ed è in quella stonatura che ci riconosciamo, come figli stonati che faticano a riconoscersi nelle bandiere e nei simboli.

Quello che è certo, quando si parla di Zen è che "A noi piace complicarci la vita, penso che visto che siamo latori di tutto un segmento di giovani o meno giovani che si sentono rappresentati o non rappresentati, per noi era primario andare con un pezzo che fosse nelle nostre corde, nel quale la gente che già ci conosce potesse comunque identificare una continuità, poi il Festival nasce a prescindere, quindi quale migliore occasione per presentare un pezzo tagliato su di noi in questo contesto, tra l'altro già scritto per orchestra quindi perfetto". Poi oh, liberissimi di dire che il testo di Cristicchi in gara è commovente, secondo noi siete solo a caccia del piantino facile perché non avete più voglia di confrontarvi con chi siete veramente. Il loro ultimo disco, Il fuoco in una stanza, è stato presentato a Ossigeno su Rai 3, Brunori Sa su Rai 3 e in una puntata monografica di Sky Arte Sessions.Per i duetti la scelta è caduta su Dario Brunori sas con il quale la frequentazione è decennale e potrebbe anche far germogliare una nuova collaborazione, come in passato quella ad esempio con Nada. Ascoltare questo disco vuol dire immergersi nell'universo della band e ripescare ricordi, da "Mexican Requiem", scarna perla sovversiva tratta dall'esordio "About thieves, farmers, tramps and policemen" (quando si facevano chiamare solo The Zen), passando per i giri psichedelici di "Fino a spaccarti due o tre denti", da "Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo", quarto disco in studio del gruppo dedicato a un robivecchi novantenne di Marina di Pisa, definito da Appino e soci un punk ante litteram. Si laurea in Economia e Commercio a Siena, anche se da sempre ha inseguito un unico sogno: la musica.

In vista c'è, domani, l'uscita del nuovo album Vivi si muore - 1999/2019.

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