Sanremo, Baglioni: "Se Festival deve essere popolare, allora solo televoto"

Sanremo e polemiche, Baglioni:

"Se il festival vuole davvero essere una manifestazione popolare, potrebbe essere giudicato solo dal televoto". Claudio Baglioni ha vinto la scommessa del bis a Sanremo, dirottando il festival verso il pubblico giovane. Ed effettivamente, l'aspetto digitale ha rappresentato un record su tutte le piattaforme, basta pensare che "la serata finale è stato l'evento più commentato di tutti i tempi, inclusi gli eventi sportivi", ha detto De Santis, mentre le "interazioni sui social sono state 15 milioni". "Dalla parte vostra per sempre". "Poi c'è un atteggiamento timoroso nei confronti della sala stampa, si pensa che togliere il voto ai giornalisti possa suscitare un ritorno ostile, lo dico con grande franchezza", ha continuato Baglioni. Mahmood si chiama fuori, mentre Ultimo se la prende aspramente con i cronisti, accusati nella conferenza stampa che segue la finale di sentirsi "importanti per una settimana", di "rompere il cazzo" e di "avergliela tirata".

"O il festival diventa di nuovo solo popolare - ha detto ancora Baglioni - o questa mescolanza, il fatto di avere tre o quattro giurie spezzettate rischia di essere discutibile. Qualsiasi direttore artistico che arriva a Sanremo si trova tante incrostazioni precedenti, si trovano servitù di passaggio".

Il direttore artistico ha rivelato di essere particolarmente felice che nell'edizione del Festival di quest'anno si sia "parlato di musica". E hanno praticamente annullato i desiderata del pubblico da casa che è insorto sui social network, parlando di annullamento della democrazia (festivaliera, si intende). Mahmood nel giro di un mese è passato dall'essere uno dei tanti concorrenti di Sanremo Giovani a sbaragliare, assolutamente a sorpresa, tutta la concorrenza. "Dipende molto da lui - risponde la direttrice di Rai1 Teresa De Santis - di quello che ha voglia di fare". Mi piacerebbe essere nei panni di Mahmood, ricordo che quando ebbi la percezione che qualcosa stava cambiando nella mia vita, quando mi dissero che Piccolo Grande Amore era secondo in classifica, cominciai a girare per le strade e vedevo le finestre e dicevo: "Lì dietro c'è qualcuno che mi conosce".

Gli ascolti di quest'edizione sono stati sorprendenti, trattandosi di una seconda conduzione, quindi in genere con dati quasi sempre in ribasso rispetto alle prime conduzioni; eppure in questi giorni non abbiamo potuto fare a meno di notare qualche titolo in cui si sottolineava che lo share non stesse andando per niente bene. La casacca da direttore artistico, comunque, gli suggerisce già come cambiare il festival, riportando "da 24 a 20 il numero degli artisti in gara" e riducendo "la durata delle puntate". Le proteste non smettevano e così io mi sono inventato che avremmo dato un premio.

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