La sesta volta di Theresa May

Donald Tusk c'è un posto all'inferno per chi ha voluto la Brexit

A 50 giorni dalla data fatidica del "divorzio", malgrado il rischio di un'uscita caotica che potrebbe avere conseguenze devastanti per l'economia britannica, gli incontri di May con i presidenti della Commissione, del Consiglio europeo e dell'Europarlamento non hanno dunque portato risultati. "L'Ue a 27 non riaprirà l'accordo di ritiro", ha spiegato Juncker.

Un altro nulla di fatto per la premier britannica Theresa May, volata a Bruxelles oggi nel tentativo - già fallito in partenza - di strappare nuove garanzie alle autorità Ue sulla Brexit.Dall'incontro con il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, è uscito l'impegno per un nuovo incontro a fine mese ma nessuno spiraglio di apertura sul nuove trattative. "Nessuna svolta in vista" per uscire dall'impasse, ha tuittato Tusk.

Più drammatica la reazione del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che dopo l'incontro di un'ora con Theresa May ha dichiarato: "Siamo molto preoccupati".

Tusk ha poi ribadito che l'accordo tra Unione europea e Regno Unito "non è aperto a rinegoziazione". Questo - almeno in teoria e una volta concluso l'accordo sulle relazioni future - basterebbe a eliminare la necessità di mettere in pratica il backstop irlandese.

La BREXIT è quasi in stallo le scadenze fissate si avvicinano ma è ancora arduo stabilire se si va verso la temuta hard BREXIT o viceversa se si va verso un accordo rivisitato che accontenti tutti.

Per May la scelta è difficile. Ma il primo ministro britannico non avrebbe risposto. Così, l'ultima frase di May prima di ripartire da Bruxelles appare come la minaccia di una Brexit molto "hard". Come previsto il tasso d'interesse è stato confermato allo 0,75%.

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