Influenza, 52 morti e 282 casi gravi

Il picco dell'influenza, 52 morti dall'inizio dell'epidemia - Salute & Benessere

Questi i dati che emergono dal nuovo bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet, a cura dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).

Per chi ancora non fosse stato contagiato è bene ricordare che l'influenza è contraddistinta da un repentino manifestarsi di sintomi generali e respiratori, dopo un'incubazione in genere abbastanza breve (circa 1-2 giorni) e che durano solitamente per 3-4 giorni, potendo tuttavia prolungarsi per una/due settimane: febbre, che si manifesta bruscamente, accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, astenia, mal di gola, raffreddore, tosse. Dal 19 di ottobre del 2018, giorno in cui ha preso il via il periodo di sorveglianza influenzale, sono stati 23 i casi finiti nelle terapie intensive di tutta la regione, mentre i decessi sono stati cinque.

La mortalità è invece stabile rispetto agli anni scorsi: sono 39 i decessi provocati dalle complicanze dell'influenza. Il 60% dei casi gravi è di sesso maschile e l'età media è pari a 60 anni; il 75% dei casi si è verificato in soggetti di età pari o superiore a 50 anni.

"Si tratta di un'influenza da virus H1N1 nel 58% dei casi e da virus H3N2 nel 32% dei casi". La vaccinazione rimane il principale strumento di protezione dal virus influenzale. "Vari sono infatti i fattori che potranno influire, dalla quota di popolazione ancora suscettibile ai virus, soprattutto in età scolare, al clima freddo che continuerebbe a favorire la maggiore aggregazione in luoghi chiusi aumentando così la circolazione dei virus". "L'efficacia del vaccino è discreta, in quanto per l'influenza non si riescono a fare vaccini efficaci come per altre malattie" spiega Pan. L'80 percento dei casi gravi e l'85 percento dei decessi presentano almeno una patologia cronica preesistente.

Nelle scorse ore era stata ventilata la possibilità che venisse svolta l'autopsia sul corpo del piccolo per appurare le cause del decesso, ma stando a quanto riferito dal padre di Elia in un'intervista rilasciata a Camilla Ferro del quotidiano L'Arena, ora parrebbe non essere più necessaria.

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