Fmi boccia prevedibilmente reddito di cittadinanza e Quota 100

Pil Italia in frenata nel 2019 ora la Commissione Ue lo taglia allo 0,2

Secondo il Fondo, in caso di un acuto stress dell'Italia l'effetto contagio potrebbe essere globale e significativo. Lo stima il Fondo monetario internazionale nel suo rapporto 'Article IV' sull'economia italiana, che prevede una crescita dell'Italia dello 0,6% nel 2019 e dello 0,9% nel 2020, non modificando quanto contenuto nell'ultimo aggiornamento del World Economic Outlook, diffuso solo pochi giorni fa a gennaio.

MANCANO RIFORME STRUTTURALI - Il Fondo Monetario Internazionale "accoglie con favore l'attenzione delle autorita' nel sostenere la crescita e migliorare lo scenario sociale, oltre alla recente rimodulazione del bilancio 2019" e alla volonta' "di porre l'elevato debito pubblico su un percorso di riduzione". Il governo scrive il Fondo "sta prendendo in considerazione delle modifiche che ribalterebbero alcune riforme e ridurrebbe l'età effettiva di pensionamento, cambiamenti che aumenterebbero ulteriormente la spesa pensionistica, gravando ancora di più sulle nuove generazioni e lasciando meno spazio per le politiche pro-crescita".

A gravare sui conti dell'Italia ci sarebbe la spesa pensionistica, la seconda più alta di Eurolandia.

In serata è arrivata anche la replica del ministro dell'Economia, Giovanni Tria: "Apprezziamo l'equilibrio delle valutazioni sulla crescita economica del paese".

Se le pressioni sull'Italia dovessero accentuarsi potrebbero esserci "ricadute globali e significative" attraverso "una maggiore avversione al rischio a livello mondiale e il riprezzamento delle attività più a rischio".

Critiche sono state espresse anche sulla scala di equivalenza, che penalizza le famiglie più numerose: "Sebbene i benefici siano finalizzati ai poveri, quelli aggiunti si riducono troppo rapidamente al crescere dei componenti del nucleo familiare, penalizzando le famiglie più numerose mentre i pensionati sono trattati in modo preferenziale".

I timori dei mercati potrebbero attenuarsi nel breve termine se terrà il potenziale accordo fra la Ue e l'Italia (e del resto è proprio l'intesa sul 2 per cento di deficit che ha fatto scendere lo spread di 80 punti base dallo scorso mese di novembre). A proposito del debito, il ministro ha detto che è "onere pesante per l'Italia, che però lo sostiene e lo ha sostenuto negli ultimi trent'anni, tra l'altro con un avanzo primario ininterrotto negli ultimi due decenni". Non condividiamo invece altri giudizi.

Il FMI ha osservato che l'economia si sta "riprendendo modestamente" dalle crisi del debito finanziario e sovrano.

Si tratta certo di un freno per la crescita italiana, che distoglie risorse per usi più produttivi come per esempio gli investimenti, ma è per questo motivo che il governo è impegnato a ridurlo. "Non ci hanno mai beccato, quindi porta fortuna". Ma Di Maio continua a imitare Salvini, che per primo ha attaccato un organismo internazionale importante come Fmi con le solite affermazioni urlate, immotivate, offensive. "Hanno sempre previsto l'esatto contrario di quello che è accaduto", ha commentato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, parlando a margine di un evento elettorale all'Aquila in vista delle elezioni regionali di domenica prossima.

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