Svezia, prima mano robotica. L'impianto è permanente, il progetto tutto italiano

Bio-robotica da un progetto italiano il primo impianto permanente di una mano

Sarà eseguito in Italia il prossimo impianto di una mano robotica permanente, ha detto Cirpriani all'ANSA.

Un successo maturato nell'ambito del progetto di ricerca europeo DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated Prosthesis with neural control and sensory feedback), coordinato dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e finanziato dalla Commissione Europea all'interno del programma Horizon 2020. Il nuovo impianto invece consente un controllo più efficace della mano perché fa uso di sedici sensori inseriti nei muscoli residui e, grazie agli elettrodi che connettono protesi e sistema nervoso, la donna recupererà le sensazioni tattili perdute con l'amputazione.

Hanno collaborato alla riuscita di questo intervento pionieristico gli specialisti di Prensilia, azienda spin-off dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Sant'Anna di Pisa, l'Università Campus Bio-Medico di Roma, il Centro Protesi INAIL e l'Istituto Ortopedico Rizzoli.

Google ha selezionato TuttomotoriWeb.com tra i siti accreditati per il servizio News. L'intervento è perfettamente riuscito ed i ricercatori stanno già vagliando la possibilità di effettuarne altri due, di cui uno in Italia ed uno in Svezia.

E proprio su una paziente svedese che per la prima volta è stata impiantata in maniera permanente una mano robotica.

La donna, alla quale la mano era stata amputata nel 2002, sta seguendo un programma di riabilitazione per riacquistare forza nei muscoli dell'avambraccio, indeboliti dopo l'amputazione e, utilizzando la realtà virtuale, sta imparando a controllare il dispositivo. In un intervento chirurgico pioneristico, sono stati innestati impianti in titanio nelle due ossa dell'avambraccio della donna (radio e ulna), sfruttando la tecnica dell'osteointegrazione combinata alle interfacce muscolari. Nelle prossime settimane dovrebbe tornare a casa e usare quotidianamente la nuova mano. Per questo motivo al momento è difficile prevedere i tempi. Vediamo insieme di cosa si tratta e come funziona la mano robotica.

Un cambiamento profondo, dunque, per questa paziente e per tutti quelli che in futuro riceveranno protesi simili. "Si apre un mondo molto grande, che rappresenta anche un ponte verso nuove mani robotiche destinate alle macchine", a partire da quelle che lavorano nelle aziende e che hanno il compito di afferrare e manipolare degli oggetti.

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