Sentenza Cassazione: non c’è nesso tra vaccini e autismo

Cassazione non c'è nesso tra vaccini e autismo respinto ricorso coppia genitori

La Corte Suprema conferma la mancanza di un collegamento tra autismo e vaccini.

I genitori di una bimba colpita da autismo infantile, sostengono che la causa di tutto ciò si attribuisce ad un vaccino.

Non sono "sindacabili in sede penale" le "direttive ministeriali fondate sulle risultanze dei più recenti studi epidemiologici" che hanno escluso il nesso vaccino-autismo.

I due genitori avevano presentato una denuncia per lesioni contro ignoti per l'esecuzione della vaccinazione della piccola.

Con un primo provvedimento la Commissione Medica Ospedaliera aveva ritenuto "fortemente probabile la sussistenza del nesso di causalità tra le vaccinazioni obbligatorie e le infermità della bambina" con il riconoscimento di un indennizzo, ma poco tempo dopo, tale provvedimento era stato "annullato in autotutela", perché il giudizio era stato rivisto "in conformità alle direttive ministeriali nell'ambito di una discrezionalità tecnica, insindacabile in sede penale". Secondo i genitori la somministrazione dei vaccini obbligatori (antitetanica ed antidifterica, antipolio, antiepatite B, trivalente - antimorbillo, antiparotite e antirosolia) aveva fatto diventare autistico il figlio. La Corte Suprema ha infatti confermato l'archiviazione disposta dal gip di Milano a settembre scorso della denuncia dei genitori di una bimba con autismo infantile per lesioni e abuso d'ufficio. Inoltre, "anche a voler ritenere sussistente una violazione di legge, mancava un qualsiasi indizio che potesse far prospettare che la pretesa condotta irregolare si inserisse in un contesto di obiettiva volontà di 'abuso', consistente nel voler intenzionalmente provocare un danno ingiusto".

Così la Cassazione, con il verdetto 2983, ha dichiarato "inammissibili per manifesta infondatezza" i ricorsi della coppia di genitori, ai quali ricorda che "in assenza di un reato è inutile parlare di pertinenza e rilevanza delle prove integrative a fronte di un decreto di archiviazione emesso 'de plano' dopo la presentazione di un'opposizione".

La coppia ricorrente, oltre ad aver visto respinte le proprie richieste, è stata condannata anche a pagare 1000 euro alla Cassa delle Ammende, come prevede la norma quando il ricorso è manifestamente infondato.

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