Claudio Bisio 'risponde' a Salvini: "A Sanremo 2019 parlerò di migranti"

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Insomma - hanno azzardato i conduttori Lauro e Cucciari - parafrasando un suo celebre pezzo, si potrebbe dire 'Champagne, per brindare al governo'."Madonna, veramente, fateli fare un po', poi vediamo che succede".

Claudio Baglioni sotto i riflettori. "A quanto pare è impossibile, nel clima avvelenato del nostro Paese, e la vicenda della conferenza stampa di Sanremo lo dimostra".

"Io - argomenta lo scrittore, che posta anche una foto del direttore artistico di Sanremo con le frasi salienti sui migranti - la penso diversamente".

Il fatto che la direttrice di Rai 1 rivendichi questa censura e lo faccia con una lettera ad un sito che rappresenta il peggio del peggio del web e svolge qualcosa di simile alle attività che svolgevano giornali come OP nei lontani anni '70 (ricatti, calunnie, illazioni, minacce, ecc.ecc.) rappresenta un ulteriore aggravante, al quale si aggiunge un invito alla censura e allo schierarsi politicamente da parte di un consigliere di amministrazione, peraltro ritenuto anni fa da molti giornali uno degli attivisti della cosiddetta "struttura delta" che lavorava all'interno della Rai a favore di Berlusconi.

Approfitto di questo mio tornavi a porre le medesime domande cui non avete ancora risposto, per farvi sommessamente notare che in quel caso non era Gianni Morandi a ricoprire il ruolo di Direttore Artistico, ma Gianmarco Mazzi. Il mio compito, e quello di tutta la Rai, è garantirne la qualità e il successo.

Caso Sanremo, oggi è il turno di Peppino Di Capri, che si è espresso sullo scontro Baglioni-Salvini, scegliendo il secondo.

A infastidire i dirigenti della prima rete non sarebbe stato il messaggio lanciato ma "i modi e il fuori-contesto". Ma non basta, la direttrice di RAI1 annuncia che il prossimo anno Baglioni non potrà fare Sanremo. "Come fa il presidente Barachini a non dire nulla su una vergogna così enorme?" "La furia del TgLega abbatte anche ogni logica giornalistica e professionale", ha scritto su Twitter il segretario della commissione di Vigilanza Rai. Giampaolo Rossi, membro del Cda Rai eletto in quota Fratelli d' Italia, non risparmia critiche al direttore artistico: "Credo che sia stato completamente fuori luogo rispetto al contesto in cui si trovava". Alcuni (pochi) attaccano il cantautore firmandosi con nome e cognome, altri si nascondono dietro l' anonimato dei nickname dove si trova un po' di tutto, dal tricolore a slogan tipo "L' Italia agli italiani", "Me ne frego" e cose così.

Adriano Aragozzini, che del festival è stato patron dal 1989 al 1991 e produttore esecutivo nel 1992 e 1993, dice: "Claudio Baglioni è un grande artista universale".

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