Vent'anni senza De André, una serata alla Biblioteca Umanistica

tributo a fabrizio de andrè Eventi a Milano

Venerdì 11 gennaio è la data che sancisce i vent'anni dalla scomparsa di Fabrizio De André (il 18 febbraio avrebbe compiuto 79 anni). De André, con la sua morte, lasciò un vuoto incolmabile nel panorama musicale e dello spettacolo. Come quella di Mauro Pagani che, nel 1984, in anticipo sui tempi, e per questo suscitò l'entusiasmo di David Byrne, lo ha portato nei territori della World Music, in un viaggio attraverso le musiche del mediterraneo che ha generato "Creuza de ma", un album cantato in genovese dal respiro internazionale.

Ci scalderemo con le sue canzoni più e meno note grazie a Matteo Avanzini. Un concerto che si delinea narrativo, sulla figura di De Andrè non solo cantautore, ma profondo indagatore dell'animo umano, idealista indefesso, sensibile oltremodo alle ingiustizie sociali, personalità di spessore traboccante troppo stretta al conformismo di classe.

Il clou della giornata sarà l'evento delle ore 15 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale intitolato: "Il mio Fabrizio". Avremo il privilegio di ospitare a Buccinasco il musicista Giorgio Cordini, che ha lavorato con De André per otto anni, sarà con noi sabato 12 gennaio, a raccontarci i suoi ricordi dopo l'uscita del suo libro 'I miei otto anni con Fabrizio De André' e in serata all'Auditorium terrà un grande concerto insieme a Teo Manzo. Presente un inedito assoluto quale una preziosa locandina originale dell'incontro con Fabrizio De André organizzato nell'ambito della Pasqua dei Giovani ad Intra, presso il Cinema Impero, domenica 13 Aprile 1970. Giocava con la sua persona e con tutto quello che rappresentava per gli italiani pro o contro se stesso. La mostra sui tour è preceduta da "Fabrizio prima di De André", un'esposizione di alcune locandine e programmi che risalgono alle prime esibizioni giovanili di Faber, sul palco come quella della Baistrocchi (1956) e della Compagnia Goliardica Universitaria Gilberto Govi (1969). Nonostante siano passati così tanti anni, la sua opera e il suo pensiero rimangono intatte nella sfida del tempo rinnovandosi nel passaggio tra le generazioni. Le donne che incontriamo nei testi sono mamme, sono figlie, sono anziane o giovanissime, sono in carriera o vittime degli eventi e degli uomini, ma tutte con un carico umano straordinario e caratterizzate da infinita bellezza.

Reading musicale a cura de La Compagnia della Polvere per raccontare Faber in un nuovo spettacolo di musica e testi attraverso diari e canzoni. Come recita il testo di "Nella mia ora di libertà": Certo bisogna farne di strada/da una ginnastica d'obbedienza/fino ad un gesto molto più umano/che ti dia il senso della violenza/però bisogna farne altrettanta/per diventare così coglioni/da non riuscire più a capire/che non ci sono poteri buoni.

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