La Camera ha approvato una manovra che non è *la* manovra

Manovra, ok della Camera alla fiducia con 330 sì

Il via libera finale al testo è atteso per domani, dopodichè passerà al Senato. Le ragioni di questa ulteriore proroga alla versione definitiva sono legate a un tentativo di andare incontro alle richieste dell'Unione Europea.

La Camera dei Deputati ha approvato con 312 sì, 146 no e due astenuti la legge di Bilancio che venerdì notte aveva incassato il voto di fiducia. Le modifiche cui il governo sta lavorando, con la revisione delle stime di spesa sia per Quota 100 sulle pensioni che sul Reddito di cittadinanza, arriveranno solo al Senato, dove la manovra sbarcherà lunedì, costringendo la Camera ad una terza lettura intorno ai giorni di Natale. È infatti in questa sede che saranno approfonditi i dettagli in merito all'avvio della quota 100, ai tagli applicati alle cosiddette pensioni d'oro ed al nuovo reddito di cittadinanza, oltre agli altri provvedimenti di tutela previsti con il contratto di Governo giallo-verde ed annunciati nelle dichiarazioni della maggioranza nel corso delle settimane passate.

I motivi di quest'assenza sono principalmente due.

Il taglio dei fondi all'editoria si farà gradualmente "con un primo taglio del 25% nel 2019, del 50% nel 2020 e del 75% nel 2021 fino a che nel 2022 non ci saranno più i fondi per l'editoria".

In questo senso, ricordiamo che al momento sono stati anticipati possibili risparmi per circa 2 miliardi rispetto ad ogni misura, ma risultano mancanti proprio i dettagli precisi sul loro funzionamento. Più precisamente, potrebbero essere destinati alla riduzione del deficit, che il governo voleva inizialmente fissare al 2,4 per cento del PIL, ma che l'UE vorrebbe fosse abbassato sotto al 2 per cento.

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