Francia: troppo poco e troppo tardi. Continua protesta dei Gilet gialli

Gilet gialli o Macron?

Il Capo del Governo presenterà le proposte dell'esecutivo decise all'Eliseo con il presidente Emmanuel Macron ai gruppi di rappresentanti dei Gilet Gialli. Mentre è atteso per metà giornata il discorso in tv in cui ufficializzerà questa e altre misure per disinnescare la furia dei gilet gialli. A mediare non è rimasto nessuno, i luoghi del conflitto e della partecipazione sono rarefatti, chi vuole lamentarsi non ha più interlocutori, la contestazione si esprime nei confronti tutto ciò che Macron rappresenta: i centri urbani, la globalizzazione, l'Europa, le élite, i politici.

Alla fine Emmanuel Macron ha fermato gli aumenti sulla benzina. Il movimento sta parlando di temi europei e di accordi che ci riguardano un po' tutti.

Per incamminare la Francia in questa direzione, il Presidente ha deciso un innalzamento delle assise sui carburanti. Se verranno infatti confermate le voci di ieri, su una nuova manovra di bilancio francese, pronta a sforare il 3% per consentire a Macron di tenere un Paese allo sbando, si riapriranno i giochi anche per il nostro rapporto con la Commissione Ue e con il suo inflessibile pallottoliere.

Tutto è cominciato con la protesta per la tassa sui carburanti già aumentata all'inizio del 2018 e con un ulteriore aumento previsto per il 2019 di 5,36 centesimi a litro per il gasolio e 2,38 per la benzina, secondo un l'aumento progressivo delle accise stabilito dalla legge del 2017 che si inquadra nel Piano per la transizione energetica francese.

Nelle zone rurali e periferiche si viaggia molto in auto, date le distanze e la diffusione della rete delle strade nazionali, e questo vale anche per i lavoratori pendolari con famiglia che cercano nella periferia appartamenti grandi a prezzo basso. "Macron e Philippe non hanno compreso l'entità del momento".

Macron - in prospettiva storica - ha naturalmente ragione, ma è svantaggiato dal richiamo della Le Pen allo "hic et nunc".

Anche Kennedy, davanti a Nixon, che invitava gli Americani soltanto ad arricchirsi, pronunciò invece le sue parole famose: "Non domandatevi che cosa il vostro Paese può fare per voi; domandatevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese".

Con le vetrine di Boulevard Haussmann è andato in frantumi il suo spirito repubblicano. Tuttavia le proteste ancora non sono state completamente sedate.

La moratoria era una delle condizioni del movimento di protesta per avviare un dialogo, annunciato per il 4 dicembre, ma poi annullato per il rifiuto dei portavoce moderati di recarsi a palazzo Matignon dopo le minacce di morte ricevute da elementi più radicali.

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