Addio a Gigi Radice nel '79 a Imperia gli salvarono la vita

Gigi Radice

Nella memoria collettiva è anche il bizzarro comportamento tenuto al termine del match pareggiato col Cesena, punto decisivo per chiudere al primo posto, di Radice, che viene sommerso di microfoni e non riesce a far altro che lamentarsi per l'1-1 regalato agli avversari su autorete, piuttosto di gioire per lo scudetto appena conquistato. Ha guidato anche Inter, Milan, Bologna, e Fiorentina. Il suo calcio aggressivo resterà nella storia del movimento italiano soprattutto perché aveva dei chiari indirizzi europei che lui non ha mai nascosto. E' morto dopo una lunga malattia Gigi Radice. È la figura di un calcio che non c'è più. Pulici, intervistato dal sito Toro.it, ha detto di avere avuto con il tecnico lombardo "un rapporto bellissimo che è durato tanti anni". Nei campionati successivi raggiunse in granata il 2°, 3°, 5° posto. Nello scontro Radice riportò alcune contusioni, Barison invece perse la vita. Nel 1983 Radice passò al Bari in Serie B, nel 1983 in ritorno a Milano per una stagione, sponda Inter. Poi venne esonerato dopo una furiosa lite con Vittorio Cecchi Gori.

Le luci si spengono, la sua immagine che giganteggia sui maxischermi e poi il lungo silenzio. 60 secondi da brivido, chiusi dall'applauso del pubblico dello Stadium per onorare la memoria di chi, sul campo e in panchina, è stato sempre un avversario: Gigi Radice. "Sì, ma abbiamo pareggiato".

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