M5S: Renzi, Di Maio spieghi perché ha fatto da prestanome al padre

Accuse di lavoro nero ai Renzi: l'ex lavoratore conferma, M5S vuole le scuse a Di Maio

Il vicepremier Luigi Di Maio, a quanto si apprende da fonti M5s, ha sciolto l'azienda di famiglia Ardima srl nominando il fratello Giuseppe liquidatore.

Nell'intervista Di Maio ha ricordato di non essersi "mai occupato di fatti di gestione" e "di essere stato operaio della ditta" "per soli 4 mesi".

Questa volta le rivelazioni sono partite dal giornale La Verità, che ha raccolto la testimonianza di un ex venditore di giornali della ditta - che ha tirato in ballo anche Matteo Renzi - con poi anche un secondo ex lavoratore che per il quotidiano avrebbe confermato l'assenza di un contratto.

Tra il 2001 e il 2011, inoltre, al padre Antonio sono state notificate 33 cartelle esattoriali di Equitalia, per un debito, interessi compresi, di quasi 180.000 euro.

Se vogliamo parlare dei padri, quando sono arrivate le accuse di lavoro nero Di Maio senior ha confessato, mio padre ha querelato per diffamazione. "C'è una evidente continuità tra le due operazioni". La strategia di attacco del Partito Democratico è chiara: da un lato evidenziare come anche il padre di Di Maio abbia delle "colpe" dall'altro puntare il dito direttamente contro il ministro del Lavoro come parte in causa e non vittima a sua insaputa degli errori dei genitori. In seguito a tutto ciò l'avvio del procedimento da parte degli uffici comunali, che potrebbe portare all'ordinanza di abbattimento e di ripristino dei luoghi. Prima con la ditta individuale, Antonio Di Maio aveva debiti per centinaia di migliaia di euro. A quel punto nasce una nuova ditta, la Ardima, che aveva come amministratore la mamma di Luigi Di Maio, la signora Esposito. L'anno successivo, però, risulta un aumento di capitale che porta il patrimonio complessivo, da 20mila euro, a 102mila euro.

"Prendevo i giornali, raggiungevo la mia postazione e li vendevo". Spetterà ora alla Procura di Napoli fare luce sulla vicenda.

Dopo queste rivelazioni è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle, parlando in una loro nota di curiosità nel "sapere come adesso il Pd commenterà la vicenda venuta fuori sui lavoratori senza contratto gestiti da Matteo Renzi e suo padre, quando li mandavano a distribuire giornali a nero nella loro Firenze".

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