Allarme capesante: contengono miliardi di nanoplastiche

Micro-plastiche nel cibo. L'esperimento delle capesante

Le nanoplastiche hanno penetrato i molluschi e i frammenti si sono accumulati negli organi, dall'intestino al rene. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale guidato da studiosi dell'Università di Plymouth, Regno Unito, che hanno collaborato con i colleghi dell'Elpinstone Research Center, dell'Institut des Sciences de la Mer dell'Università del Quebec (Canada) e dell'Università Heriot-Watt di Edimburgo (Scozia).

Miliardi di frammenti piccolissimi di plastica riescono a penetrare negli organismi marini nel giro di poche ore. Altri ancora più piccoli sono stati invece trovati all'interno del resto del corpo del mollusco.

Da questo esperimento emerge la velocità di assorbimento delle nanoparticelle da parte dell'organismo marino: in poche ore inoltre vengono distribuite attraverso la maggior parte degli organi principali. Le particelle di nanopolystyrene sono state marcate al carbonio per essere rilevate con un apposito esame. Lo dimostra uno studio dell'università inglese di Plymouth, che ha esposto questi molluschi ai frammenti di polimeri in laboratorio, simulando l'inquinamento prodotto in mare dai rifiuti di plastica.

Dopo aver spostato gli esemplari in acqua pulita, la professoressa Al Sid Cheikh e i colleghi hanno effettuato nuove misurazioni, scoprendo che le nanoparticelle da 20 nanometri non erano più rilevabili solo dopo due settimane, mentre quelle da 250 nanometri permanevano per ben 48 giorni prima di sparire. Alcuni studi indicano che le microplastiche, dopo il consumo negli alimenti, possono trasferirsi nei tessuti.

Comprendere se le particelle di plastica sono assorbite attraverso le membrane biologiche e si accumulano negli organi interni è fondamentale per valutare il rischio che tali particelle rappresentano sia per l'organismo marino che per la salute umana. Ma andiamo a considerare nel dettaglio quanto è emerso da questa ricerca.

Correlati:

Commenti


Altre notizie