Pernigotti, chiude lo storico stabilimento di Novi Ligure: 100 lavoratori a casa

Pernigotti lascia l'Italia 100 licenziamenti da chiusura stabilimento Novi Ligure

Rocchino Muliere, il sindaco di Novi Ligure (Alessandria), reagisce così all'annunciata chiusura della Pernigotti, storica azienda del cioccolato. Lo annunciano i sindacati al termine dell'incontro con i rappresentanti della proprietà dell'azienda dolciaria, passata al gruppo turco Tuksoz.

"Ciò significa 100 lavoratori a casa e altrettante famiglie in difficoltà - rivela Tiziano Crocco (Uila) - I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano".

I lavoratori dello stabilimento promettono la mobilitazione.

"Una decisione assurda e inaccettabile". Occorre capire le cause che hanno portato la proprietà a presentare sempre solo perdite, nonostante il settore dolciario tiri.

Secondo Malpassi la situazione negativa dell'azienda è ormai nota da anni: "Continuavamo a vedere questo 'bagno di sangue' - racconta - nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi". "Ho già informato il prefetto Antonio Apruzzese e tutti i parlamentari del territorio, perché la questione deve diventare di rilievo generale ed essere trattata a tutti i livelli istituzionali con la massima attenzione". La verità che sta emergendo è che i Toksoz continueranno a commercializzare lo storico marchio dell'eccellenza italiana delocalizzando la produzione.

Stefano Pernigotti ha aperto la sua piccola drogheria nel centro di Novi Ligure nel 1860; 8 anni dopo, la drogheria diventa fabbrica, nel 1882 i Pernigotti diventeranno i fornitori di prodotti di pasticceria degli allora regnanti e potrà fregiarsi dello stemma dei Savoia (mantenuto nel logo fino al 2004).

Il primo cittadino si dice "al fianco di operai, rsu, sindacati, con i quali definire i passi successivi da fare per trovare, insieme, soluzioni alternative alla cessata attività".

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