Eroina da Iran a porto di Genova, arresti in Olanda

Il più grande sequestro di droga degli ultimi 20 anni le immagini al porto di GenovaAltro

I poliziotti della squadra mobile di Genova e dello Sco, coadiuvati dal personale delle Agenzie delle Dogane hanno scovato 270 kg circa di eroina, occultati in container provenienti dall'Iran. Per la prima volta è stata usata la tecnica della consegna controllata con l'ordine investigativo europeo: si toglie quasi tutto il carico dal tir e se ne lascia una parte che viene poi seguita dagli investigatori fino alla destinazione.

"I nostri uomini hanno seguito lo stupefacente per tre giorni e tre notti attraverso cinque stati" spiega il dirigente della squadra mobile Marco Calì.

L'attività trae origine dalla condivisione di informazioni elaborate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. La nave Artabaz era partita dal porto iraniano di Bandar Abbas alla volta della Turchia e dell'Europa, toccando i porti di Amburgo, Valencia e Genova. Gli approfondimenti investigativi sulla documentazione di trasporto hanno fatto emergere forti dubbi sul reale destinatario della merce, che figurava essere una ditta con sede in Repubblica Ceca. Il sequestro è stato compiuto al termine di una lunga indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia: nell'operazione di polizia sono state coinvolte anche le forze di sicurezza di altri paesi europei - Svizzera, Francia, Belgio e Paesi Bassi.

Il materiale è stato quindi caricato su un tir, che è stato pedinato dalla Polizia di Stato, in coordinamento con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e di Eurojust. Le indagini proseguono al fine di risalire all'intera filiera che gestisce i traffici di droga che vedono il porto di Genova confermarsi, ancora una volta, quale importante crocevia per l'introduzione dei carichi di stupefacente, destinato anche al resto di Europa.

Colpo alla mafia - Nella stessa giornata, la Guardia di finanza ha sequestrato un patrimonio del valore di oltre 212 milioni di euro due imprenditori ritenuti vicini alla 'Ndrangheta di Reggio Calabria.

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