Previsioni Ue d'autunno, l'Europa sbatte i numeri in faccia all'Italia

L'Ue taglia le stime del Pil Italia fanalino di coda Ue rischi per le banche

Le previsioni Ue tagliano la dinamica del Pil del 2018 da 1,3% a 1,1%, e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2% comunque sotto il +1,5% messo in conto dall'esecutivo.

Sempre riguardo all'Italia, la Commissione Ue vede un tasso di disoccupazione italiano in calo al 10,7% nel 2018, dall'11,2% nel 2017, e poi ancora in discesa al 10,4% nel 2019 e al 10% nel 2020.

Moscovici ha spiegato che la differenza di stima sulla crescita 2019 (1,2% della Ue contro 1,5% del governo) è dovuta al fatto che "le nostre stime sono più prudenti, come quelle delle altre organizzazioni internazionali", e si basano sul deterioramento della situazione nel terzo trimestre e inizio del quarto. Secondo Bruxelles "l'occupazione dovrebbe crescere di circa l'1% all'anno nel peiodo 2018-2020, in linea con l'attività economica e sostenuta dagli incentivi alle assunzioni". La Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l'aumento dell'Iva, data la "sistematica sterilizzazione". In Europa, scrive inoltre il responsabile della Dg Ecfin della Commissione Ue Marco Buti nella prefazione alle previsioni d'autunno, "l'incertezza sulle previsioni dei conti pubblici in Italia ha portato a più alti interessi di spread, e l'interazione tra il debito sovrano con il settore bancario è ancora una preoccupazione".

Stime negative per l'Italia per quanto riguarda l'economia. Dopo una solida crescita nel 2017, l'economia italiana ha rallentato nel primo semestre del 2018 a seguito dell'indebolimento dell'export e della produzione industriale, scrive Bruxelles, segnalando che l'aumento del deficit unito ai maggiori tassi di interesse e a rischi al ribasso mettono a rischio la riduzione dell'alto livello di debito pubblico italiano rispetto al Pil.

"Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia", rimarca il ministro dell'Economia in una nota. Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni. I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020. "Andiamo avanti con le nostre stime sui conti pubblici, sulla crescita che aumentera' e sul debito e il deficit che diminuiranno". "Ci dispiace constatare - sottolinea - questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano".

Alle critiche si è associato anche il premier Giuseppe Conte, secondo cui le previsioni Ue "sottovalutano l'impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali". L'Italia, quindi, si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020.

CRESCITA - Secondo la Commissione europea le prospettive di crescita dell'Italia "sono soggette ad un'elevata incertezza, con rischi al ribasso intensificati".

Il debito pubblico dell'Italia, nelle previsioni Ue, rimarrà stabile attorno al 131% del Pil tra il 2018 e il 2020.

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