Pernigotti: chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

La cittadina piemontese in provincia di Alessandria si è subito mobilitata per non perdere un patrimonio storico come la fabbrica, trasferita nell'attuale sede di viale della Rimembranza nel 1944, dopo che un bombardamento aveva distrutto l'opificio in cui Pernigotti produceva i famosi gianduiotti dal 1927. E quando arriva la Prima Guerra Mondiale e il blocco delle importazioni di zucchero decretato dal Governo italiano rischia di mandare all'aria gli sforzi e i successi ottenuti, Francesco ha un'intuizione geniale che gli permette di trasformare l'ostacolo in opportunità: lo zucchero viene sapientemente sostituito con il miele e soprattutto il torrone ne guadagna, in gusto e consistenza. Lo ha reso noto oggi il ministero dello Sviluppo economico. Nel 1971 acquistò la Streglio, specializzata in prodotti a base di cacao mentre negli anni Ottanta attraversò una crisi che portò alla vendita di Sperlari, nel 1981 alla statunitense H.J.Heinz Company.

Pernigotti, l'azienda: "La produzione resterà in Italia". "In quattro anni non siamo mai riusciti ad avere un interlocutore - spiega Roberto Da Mari, rsu di Cgil - più volte abbiamo denunciato una gestione che accumulava deficit di anno in anno". Continuavamo a vedere questo 'bagno di sangue' nella gestione e per anni ci hanno dato dei gufi, tanto che anche ad Eurochocolate di ottobre la proprietà negava che lo stabilimento di Novi avesse problemi. "Dopo l'ultima riunione di fine giugno, in cui ci erano stati prospettati risultati in negativo per l'azienda, avevamo chiesto che intervenisse almeno un esponente della famiglia Toksoz". "Ci è stato comunicato all'improvviso che l'azienda non era più interessata allo stabilimento di Novi Ligure". Lo annuncia Tiziano Crocco (Uila) al termine dell'incontro dei sindacati con i rappresentanti della proprietà dell'azienda dolciaria, passata al gruppo turco Tuksoz. "Almeno così sostenevano i due fratelli titolari". Quindi tutti a casa, fatta eccezione per alcuni addetti impiegati nel settore del marketing e della commercializzazione.

Sono stati immediatamente organizzati presidi di lavoratori davanti alla fabbrica e un incontro tra i sindacati e il sindaco di Novi, Rocchino Mliere.

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