Midterm, l'America è spaccata in due: Senato ai repubblicani, Camera ai democratici

Wall Street alla prova elezioni Midterm come si è mossa nell'era Trump

Non sono previste novità su questo fronte visto che il costo del denaro dovrebbe rimanere fermo oggi, prima di un nuovo rialzo che arriverà il mese prossimo secondo le previsioni degli analisti.

Il Presidente Trump ora è quella che in gergo si definisce "anatra zoppa": non ha più la maggioranza in entrambi i rami del Congresso, e dovrà scendere a compromessi sui Democratici se vorrà far passare le sue riforme.

Dimostrando ancora una volta che ha più lungimiranza dei suoi avversari, i quali confondono desideri e realtà. Anche prima dell'arrivo dei risultati dalla West Coast, tradizionalmente democratica, la vittoria dei democratici è apparsa consistente, con la Cnn che prevede che alla fine il partito, che aveva bisogno di strappare 23 seggi ai repubblicani per ottenere la maggioranza, potrà arrivare ad avere un maggioranza di 35 seggi.

New York - Camera ai democratici, Senato ai repubblicani.

La democratica Elizabeth Warren, papabile candidata alla presidenziali 2020, ha vinto le elezioni in Massachusetts per il Senato. Nel voto popolare, hanno ottenuto oltre 8 punti percentuali più dei Repubblicani: ma anche questo era stato ampiamente previsto, come era previsto che (a causa del "gerrymandering" in molti stati repubblicani) anche un vantaggio di questo tipo non avrebbe garantito con certezza un'ampia maggioranza ai Democratici. Cruciale la sconfitta del Texas, dove Beto O'Rourke, astro nascente del partito, ha sfiorato l'impresa ma ha dovuto cedere il passo a Ted Cruz.

Altro primato quello della democratica Rashida Tlaib, figlia di immigrati dalla Palestina, che diventa la prima donna musulmana ad essere eletta al Congresso americano, nel suo distretto per la Camera in Michigan.

Nel 2012, nella sua pur fallimentare corsa alla Casa Bianca, Mitt Romney aveva conquistato piuttosto agilmente diversi collegi suburbani. "Su sua richiesta, le presento le mie dimissioni", si legge nella lettera inviata a Trump, nella quale Sessions si è detto "onorato" di aver servito come procuratore generale degli Stati Uniti, mentre il dipartimento di Giustizia "ha ripristinato e confermato lo stato di diritto, una gloriosa tradizione che ciascuno di noi ha la responsabilità di salvaguardare".

Per andare su un piano più concreto: le commissioni possono tentare di acquisire le dichiarazioni dei redditi che Trump si è sempre rifiutato di diffondere, al contrario di tutti i presidenti moderni che lo hanno preceduto (e le email di Jared Kushner in cui discute dei rapporti con l'Arabia Saudita, e quelle in cui si parla degli aiuti per Porto Rico, e quelle in cui si parla della nomina di Brett Kavanaugh, e le informazioni sulle spese ufficiali dei membri del governo, e quelle sui conflitti di interesse con i business di Trump, eccetera).

La Casa Bianca ha così potuto trarre un sospiro di sollievo, e sentirsi incoraggiata, al termine di una campagna caratterizzata da durissime polemiche, dove Trump non ha risparmiato energie e ha sfoderato ancora una volta temi controversi a lui cari a cominciare da aggressive crociate contro l'immigrazione illegale. È il caso di Nancy Pelosi, forse l'esponente più nota del partito democratico Usa dopo i Clinton e gli Obama. E' la proiezione dei media americani. L'ex candidato alla Casa Bianca è eletto così senatore.

Anche questa un'indicazione del clima che si respira negli Usa, in cui negli anni dopo la crisi sono cresciute le divisioni e dove gli elettori sentono più che mai di dover dire la propria in un Paese che appare ad un bivio.

In California si è affermato il democratico Gavin Newsom, mentre a New York è stato confermato Andrew Cuomo.

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