Midterm: dalla profuga al rapper, le new entry dem

Un seggio in Ohio

A volte ritornano o non se ne sono mai andati. Nello specifico, data la maggioranza democratica alla Camera, il presidente dovrebbe affrontare un notevole ostruzionismo a tutte le sue proposte di legge presentate, rendendo il percorso del governo molto più complesso.

Che sono stati "chiaramente respinti" al Senato "per la loro gestione dell'udienza Kavanaugh", ha proseguito Trump facendo riferimento al giudice Brett Kavanaugh, incaricato alla Corte suprema nonostante le accuse di aggressioni sessuali rivoltegli da varie donne. La leader democratica Nancy Pelosi è infatti "destinata a ritornare Speaker e riprendere il vasto potere di controllo dei fondi e di inchiesta con cui il partito d'opposizione potrà controllare l'esecutivo ostile". Anzi, rilancia: "In tutta onestà, Nancy Pelosi merita di essere eletta Speaker della Camera dai Democratici". Se le faranno difficoltà, forse aggiungeremo voti repubblicani.

Riggleman si è difeso dicendo che non conosceva affatto il termine "Bigfoot erotica" e che ha semplicemente scritto un volume destinato a chi crede in questo tipo di creature boschive. "Lavoriamo insieme", l'appello lanciato poi in conferenza stampa, "abbiamo molte cose in comune sulle infrastrutture, sulla sanità". "Ma è anche chiaro che la società americana è fortemente divisa su Trump, inoltre è divisa in due, nessun partito gode di un vantaggio", ha aggiunto il senatore.

La Casa Bianca ha minimizzato i risultati del voto e più che di un'onda blu dei dem ha parlato di "un'increspatura", sottolineando come l'agenda del presidente non cambierà. "Vogliamo essere totalmente competitivi", ha sottolineato il presidente. Quest'uomo ha la magia che gli esce dalle orecchie.

Se i democratici chiederanno di rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi lei cercherà di bloccarli?, ha domandato un giornalista. Mentre nel Sunshine State Bill Nelson dopo un testa a testa si è dovuto arrendere all'ex governatore repubblicano Rick Scott. "Si tratta di uno strumento troppo complesso, le persone non capirebbero", la risposta di Trump, che si è detto "non preoccupato" dall'indagine sul Russiagate: "Potrei licenziare tutti adesso, ma non voglio fermare", non voglio farlo "politicamente", ha spiegato Trump, definendo le indagini del procuratore speciale Robert Mueller come "una disgrazia", "un imbarazzo per il nostro Paese". Su questo punto il presidente ha quindi confermato l'ipotesi di un rimpasto del governo, annunciando che deciderà nel giro di una settimana sul destino di Sessions.

Durante la conferenza stampa post elezioni, anche un duro battibecco tra Donald Trump e il corrispondente della Cnn alla Casa Bianca Jim Acosta. Questo il bottino elettorale in palio quest'oggi nell'America di Trump. Come riportato dal sito Politico.eu, vari esponenti delle lobby automobilistiche europee hanno espresso inquietudini legate alle mire espansionistiche della manifattura a stelle e strisce. Hanno fatto il minimo indispensabile per ribaltare la situazione - e anche qualcosina in più. "Non credo che ci saranno cambiamenti sostanziali nemmeno sull'Iran - spiega Caracciolo - sebbene ci siano divisioni nell'amministrazione, la linea Obama dell'apertura era già morta prima dell'avvento di Trump, e, soprattutto, siccome c'è un interesse primario a mantenere in vita il regime saudita, adesso non è il momento per le politiche di morbidezza nei confronti dell'Iran".

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