Vecchioni torna con "L'Infinito" e duetta con Francesco Guccini

Torna Roberto Vecchioni e con lui c'è Francesco Guccini: «Ho stanato l'orso»

Per dimostrare questo ho cercato un esempio concreto: Leopardi. "Alla fine si è alzato, mi è venuto incontro e mi ha abbracciato". È un poeta ironico, quasi divertito.

Come scritto in precedenza, se ci chiedessero di riassumere in una sola parola il nuovo lavoro, useremmo senza dubbio ottimismo. È come dovrebbero fare tutti gli uomini: "diffondere la propria affettività intorno".

Sabato 24 alle 21:00, dopo la caratteristica fiera tradizionale, si esibiranno i Modena City Rambles in località Piazza Leone XIII, dove il giorno successivo, domenica 25 alla stessa ora, dopo la presentazione del libro Scripta - una raccolta di autori montecalvesi dal '700 ad oggi - avrà luogo il concerto di Roberto Vecchioni.

In merito al pezzo Roberto Vecchioni ha voluto condividere alcune parole: "Questo brano si specchia direttamente in quella che è stata chiamata la 'canzone d'autore' e che non c'è, non esiste più dagli anni '70". Gli risposi che anch'io ne avevo ascoltata una delle sue.

Era Francesco Guccini. Da allora non ci siamo più lasciati, non tanto fisicamente, quanto come idea di essere in questo tipo di mondo per dire qualcosa.

Come tale, il cantautorato ha "cercato, indagato in tutti i modi rimanendo sempre in quella dimensione del dubbio, dell'incertezza, del tempo che fugge, della vaga malinconia". "Noi cantautori dobbiamo rendere quella poesia accessibile".

"Quindi - e torna ai giovani - 'basta piangersi addosso'". Adesso la guardo e la vedo non in me ma negli altri, in quelli che hanno amato la loro vita dimostrando agli altri che è una cosa grande. Non possiamo continuare a spezzettare le vite delle persone, una canzone alla volta. Vecchioni fa una scelta di campo molto forte, che la sua carriera può permettergli e che probabilmente ne penalizzerà un po' i numeri: "L'infinito", infatti, uscirà solo nelle versioni cd e vinile, senza piattaforme streaming e download per "la volontà di non trattare la musica come prodotto di consumo veloce, scaricabile con un click, di non decontestualizzare l'ascolto del singolo brano, parte integrante della narrazione che tiene insieme ritratti diversi, da Alex Zanardi a Giulio Regeni, dalla guerrigliera curda Ayse a Leopardi, che l'autore accomuna nell'amore per la vita" come spiega il comunicato stampa. È fatta non di gente chiusa in casa che si arma di pistole e non fa arrivare gli immigrati. Che siano gioie o dolori, vittorie o sconfitte, l' importante è amare ciò che si vive, le esperienze, in un' ottica di sensibilità e ottimismo. Lì sta il significato di tutto. Vecchioni e Guccini si sono fatti ispirare dalla storia di Alex Zanardi, l'automobilista italiano che a seguito di un incidente ha perso le gambe ma non la voglia di gareggiare e vincere. Guardiamo perché vale la pena vivere, questa è la rivoluzione.

Correlati:

Commenti


Altre notizie