Papa: nel mondo c'è povertà scandalosa

Papa Francesco Messa a Santa Marta

E ancora: "La destinazione universale dei beni rimane primaria, anche se la promozione del bene comune esige il rispetto della proprietà privata, del diritto ad essa e del suo esercizio".

"Un cristiano non può essere antisemita".

"Ancora oggi, purtroppo, sono presenti atteggiamenti antisemiti: insieme siamo chiamati a impegnarci perché l'antisemitismo sia bandito dalla comunità umana". "Ci sono due cose che vanno contro l'unità - ha affermato il Papa - la rivalità e la vanagloria".

Il Papa ha ricordato la sua visita in Lituania lo scorso 23 settembre. Ho pregato davanti al monumento delle vittime dell'olocausto e ho chiesto all'Altissimo di consolare il suo popolo. "Era una giornata dedicata alla commemorazione della Shoa, settantacinque anni dopo la distruzione del ghetto di Vilnius e l'uccisione di migliaia di ebrei. Senza una memoria viva non ci sarà futuro perché, se non impariamo dalle pagine più nere della storia a non ricadere nei medesimi errori, la dignità umana rimarrà lettera morta".

Francesco ha poi ricordato il rastrellamento del ghetto di Roma e la notte dei cristalli in Germania, quando vennero distrutti molti luoghi di culto ebraici, "anche con l'intento di sradicare ciò che nel cuore dell'uomo e di un popolo è assolutamente inviolabile: la presenza del Creatore". Ma la stessa guerra si fa a casa nostra, nelle nostre istituzioni con questa rivalità: incomincia lì, la guerra!

"Nessuno è padrone assoluto dei beni, è un amministratore dei beni", ha detto, ancora a braccio, il Papa.

Il Pontefice ribadisce "l'importanza dell'amicizia tra ebrei e cattolici". Con voi vorrei rendere grazie al Datore di ogni bene per il dono della nostra amicizia, impulso e motore del dialogo tra noi. "È un dialogo che in questo tempo siamo chiamati a promuovere e ad ampliare a livello interreligioso, per il bene dell'umanità". Ecco la via. "Dialogare con gli altri e pregare per tutti: questi sono i nostri mezzi per mutare le lance in falci, per far sorgere amore dove c'è odio e perdono dove c'è offesa, per non stancarci di implorare e percorrere vie di pace". "Se non riesco a donare qualcosa è perché quella cosa mi possiede, sono schiavo, ha potere su di me e ne sono schiavo", il monito di Francesco, secondo il quale "il possesso dei beni è un'occasione per moltiplicarli con creatività e usarli con generosità, e così crescere nella carità e nella libertà". Non c'è pace senza fiducia reciproca. Lo ha scandito Papa Francesco incontrando in Vaticano un gruppo di rabbini del Caucaso, a pochi giorni dalla strage nella Sinagoga di Pittsburgh.

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