Italvolley, Egonu: "Mondiale? Ho pianto. Mi sono rialzata grazie alla mia fidanzata"

Credits Enrico Valvo

Paola Egonu parla per la prima volta dopo il mancato oro al mondiale. Mi ha dato una lezione.

Purtroppo però l'ombra del razzismo non accenna a sparire e la stessa pallavolista confessa di esserne stata vittima: " Mi sono stupita di chi si è stupito dell'amore del Paese verso di noi.

Lo dice con grande semplicità. "Infatti, lo trovo normale", afferma proprio lei, simbolo di integrazione e della multietnicirà dei tempi moderni. Un esempio, secondo la Egonu, soprattutto "per voglia di far bene anche in situazioni scomode e sempre mantenendo il rispetto degli altri". "Ho visto che la pallavolo mi divertiva, ne ho fatto un'opportunità".

La Egonu, nominata "Miglior opposto del mondo" al termine della competizione iridata, rivela le qualità della nostra giovane Nazionale che hanno portato le azzurre in finale: "dopo il primo allenamento, io che avevo tantissime aspettative non vedevo quello che volevo. Ho vissuto episodi di razzismo, è normale ma non dovrebbe esserlo".

Un'intervista per continuare a stupire, come nel recente mondiale di pallavolo, in cui ha vinto la medaglia d'argento con la Nazionale italiana. "Non ho rimpianti perché non mi importa l'opinione degli altri", racconta ancora tramite le pagine del Corriere. "Non so cosa sia l'amore per me - risponde la Egonu all'ultima domanda della giornalista - Lo sto scoprendo ora, forse".

L'Italia si è fatta trascinare anche dalla multietnicità di questa squadra: "Mi stupisce questa reazione". Penso che l'amore sia in tutto. La telefonata di un amico, le compagne di squadra che si interessano a te e tu a loro. Solo che non sempre è così.

"Si parla molto della volontà del governo di creare una nuova società per gestire i soldi che attualmente sono a disposizione del Coni - prosegue -. Adesso, però, almeno per ora, lo è".

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