In Tanzania nasce una milizia incaricata di dare la caccia ai gay

In una regione della Tanzania inizierà una campagna di repressione contro le persone omosessuali

Prosegue in Tanzania la politica repressiva anti-gay.

In Tanzania l'omosessualità è illegale secondo gli articoli 154-157, in vigore dall'era coloniale, con pena fino a 14 anni di prigione.

Dopo la decisione di chiudere tutte le cliniche per la cura dell'Hiv perché "sospettate di promuovere i rapporti omosessuali", si inaspriscono le politiche autoritarie e omofobe del presidente della Tanzania, John Magufuli. Paul Makonda, governatore di Dar es Salaam, principale polo economico della Tanzania, ha annunciato invece dei veri a propri rastrellamenti.

"Se conosci un omosessuale devi segnalarlo a un agente di polizia". Il governatore di Dar es Salaam assicura che il monitoraggio inizierà già la prossima settimana.

"Mi aspetto critiche", ha aggiunto, "ma preferisco fare arrabbiare quei Paesi piuttosto che Dio".

"Ho informazioni sulla presenza di molti omosessuali nella nostra provincia", ha detto ai giornalisti Makonda "Questi omosessuali si vantano sui social network".

Il rastrellamento 2.0 dovrebbe avere inizio lunedì 5 novembre e per questo motivo il governatore ha avvertito tutti gli utenti social di eliminare dai loro dispositivi qualsiasi foto di nudo o pornografica.

Su segnalazione di van de Geer, l'Ue aveva emesso negli scorsi mesi diversi comunicati sul deterioramento del clima politico nello Stato dell'Africa Sud-orientale, deplorando formalmente in febbraio il susseguirsi di "incidenti che minacciano i valori democratici e diritti dei tanzaniani in un Paese ampiamente rispettato in tutto il mondo per la sua stabilità, libertà e tranquillità".

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