Flat tax, chi ci guadagna e quale insidia vi si nasconde dietro

Le partite Iva staccano i dipendenti con la flat tax redditi superiori del 30

Chi sceglie di lavorare aprendo una partita Iva, infatti, secondo i calcoli di Eutekne, potrà contare a fine mese su un introito in media superiore di oltre il 30% rispetto a un dipendente e sottoposto a tassazione ordinaria. E' quanto emerge dalle simulazioni messe a punto dal Centro studi fiscali Eutekne.info, secondo cui il taglio delle tasse sulle partite Iva, a parità di retribuzione lorda, allungherà la distanza tra lo stipendio netto di un autonomo e quello di un lavoratore dipendente. La misura, però, nel prossimo futuro andrà a vantaggio dei soli lavoratori autonomi a Partita Iva che fatturano al massimo 100.000 euro all'anno e che pagheranno il 15% fino a 65.000 e il 20% tra il 65.000 e i 100.000 euro. "Nel caso di una retribuzione lorda annua di 20mila euro, ad esempio, un autonomo prenderebbe il 9,75% in più rispetto ad un dipendente mentre a 30mila passerebbe al 19,35%". Il netto in busta paga del lavoratore, dopo aver versato Irpef, contributi a proprio carico e addizionali, sarebbe di 28.453 euro: 2.188 euro per tredici mensilità.

La Flat Tax sta prendendo forma, la Lega sta muovendo i primi passi per l'approvazione dello strumento economico che farà risparmiare alle partite Iva il 30% annuo sulle Tasse.

Altri risparmi, seppur inferiori, riguarderanno anche le fasce di reddito lorde comprese tra 15mila e 35mila e tra 80mila a 100mila.

Il vantaggio del lavoro autonomo con l'introduzione della flat tax al 15% è talmente evidente che il governo ha dovuto inserire nel testo della manovra una sorta di clausola di salvaguardia, un divieto a "convertire" i lavoratori dipendenti in autonomi.

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