Bankitalia: "Dallo spread gravi conseguenze"

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante la 94/ma Giornata mondiale del risparmio con il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti e il ministro dell'Economia Giovanni Tria

A richiamare il governo oggi ci ha pensato il governatore della banca d'Italia Ignazio Visco. Da maggio ad agosto, infatti, "gli investitori esteri hanno effettuato vendite nette di titoli italiani per 82 miliardi, di cui 67 relativi a titoli pubblici".

Il dialogo con l'Europa "deve continuare perché un'Italia che cresce non fa bene solo all'Italia ma fa bene anche all'Europa", ha aggiunto Tria. Alla base di questa contraddizione tipica italiana ci sono tre grandi problemi: il difetto di informazione, la carenza di formazione professionale mirata agli sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e una scarsa mobilità geografica dei lavoratori. Resta il fatto che il debito pubblico dell'Italia è sostenibile.

"La difesa del risparmio, come la lotta alla povertà richiede il ritorno dell'economia su un sentiero di crescita duratura". I costi sociali delle riforme, sostiene il governatore, possono essere attenuati "anche con l'intervento pubblico. Ne risulta compromessa la capacità della politica di bilancio di contribuire alla stabilizzazione dell'economia; diventano angusti gli spazi per gli investimenti pubblici". "La normalizzazione della politica monetaria" delle Banche centrali "è un processo molto delicato - ha avvertito - come mostra l'esperienza di altri Paesi".

Secondo Visco è necessario chiarire la "partecipazione convinta dell'Italia all'Unione europea e alla moneta unica, a discutere con l'Ue ma senza conflitto istituzionale, ma piuttosto in un clima di fiducia reciproca".

"La tutela del risparmio richiede in primo luogo politiche economiche volte ad assicurare il mantenimento di condizioni finanziarie equilibrate, a stabilizzare le fluttuazioni cicliche dell'economia, a migliorarne il potenziale di crescita".

Parlando dello Spread, Visco ha lanciato l'allarme: il "forte rialzo dello spread BTP-Bund negli ultimi mesi è legato "in parti pressoché uguali" al rischio di default e all'eventualità di un'uscita dell'Italia dall'euro". Intervenuto alla Giornata Mondiale del Risparmio il governatore ha ammonito: "Le conseguenze di un prolungato, ampio rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato possono essere gravi". Punto numero sei: "L'aumento del rischio sovrano si è riflesso anche sulle quotazioni azionarie delle banche che, dopo essere cresciute del 13 per cento tra l'inizio dell'anno e la metà di maggio, si sono successivamente ridotte del 35 per cento". "Il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico e qualora non venisse riassorbito, l'incremento fin qui registrato provocherebbe, già dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti di PIL, oltre 5 miliardi". Un aggravio destinato a salire negli anni successivi se non vi si pone rimedio: potrebbe essere dello 0,5 nel 2020 e dello 0,7 nel 2021.

Correlati:

Commenti


Altre notizie