Decreto sicurezza al Senato: malumori del M5S con in testa la Nugnes

Tap in Puglia c’è una penale se non lo si completa

L'articolo 1, 10 e 14 non sono stati intaccati dagli emendamenti dei quattro ribelli del M5S. "Votero' contro o usciro' dall'aula, non ho ancora deciso". "Noi ci siamo battuti contro quest'opera". C'e' un livello di compromesso che si puo' accettare, ognuno ha la sua asticella. Le politiche economiche, lo sforamento dei vincoli internazionali, il reddito di cittadinanza (che è un intervento strutturale di investimento sui giovani e le fasce economicamente più deboli della popolazione, oltre ad un cambio culturale rispetto al concetto di lavoro), la revisione della folle riforma Fornero, il contrasto al gioco d'azzardo, di cui mi occupo da anni, le politiche ambientali sono provvedimenti sacrosanti. "Siamo fuori tempo massimo - spiega Nugnes all'Adnkronos - per parlare del decreto sicurezza e per cercare un modo di partecipare e collaborare". "Ma non approvo quel testo". "Al mio posto verrà qualcuno pronto a fare la testuggine" conclude.

Decreto sicurezza spacca il M5S: ortodossi verso il non voto. Stretto all'angolo dalla realpolitik imposta dal contratto di governo e dall'offensiva leghista, Luigi Di Maio suona l'allarme e chiama le sue truppe a stringersi compatte per difendersi dall'assedio. In attesa che la commissione Bilancio di Palazzo Madama dia i suoi pareri sugli emendamenti che richiedono una copertura finanziaria, un altro dei "malpancisti" grillini, Gregorio De Falco, ha invece detto di apprezzare le modifiche che sono state apportate questa mattina al decreto: "Sono miglioramenti importanti, in particolare per quanto riguarda il tema dei migranti minorenni". Un ortodosso, come sottolineato da Tg Com 24, ha commentato: "Se il filo si spezza uscirebbero allo scoperto tanti altri parlamentari che sulla sicurezza non si sono ancora palesati". Ma scusate, pensate davvero che un governo possa cadere per De Falco? Lo ha detto Di Maio a margine della presentazione del nuovo servizio di Mercitalia Fast del Polo Mercitalia (Gruppo FS Italiane). "Ci siamo sentiti via messaggio qualche giorno fa". "In realta' e' stato cordiale e amichevole come al solito".

Innanzitutto non esiste nessuna frangia di dissidenti e nessuno vuole "fare cadere" questo governo come qualcuno vaneggia. "Io non credo che Virginia Raggi debba dimettersi per questioni giudiziarie - aggiunge Politi - ma per i disastri che sta facendo a Roma". Resto nel M5S come resto nella Marina militare, avendo sempre come bussola la Costituzione. "Non esiste una penale perché non c'è un contratto (fra lo Stato e l'azienda Tap ndr) ma, in caso, una eventuale richiesta di risarcimento danni" da parte dell'impresa "visto che sono stati fatti investimenti a fronte di un' autorizzazione legale". Un proverbio dice: puoi costringere il mulo ad andare alla fonte, ma non puoi costringerlo ad abbeverarsi.

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