Conti pubblici, Tria: "Il deficit non salirà come paventato da alcuni"

Conte manovra alle Camere

Il premier Giuseppe Conte, rientrato circa un'ora fa dalla visita lampo a Delhi, riunisce a Palazzo Chigi il ministro dell'Economia Giovanni Tria, i ministri M5s Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli.

Le agenzie di rating, però, non aiutano.

"Il sistema delle banche italiane è solido". Fra loro ci sono le due più grandi, Unicredit e Intesa, su cui, allo stato attuale, il giudizio è comunque rimasto stabile. "Questo ci ha fatto capire che il costo del non deficit non ce lo possiamo permettere, né economicamente, né socialmente". Il testo "per noi è chiuso", dicono fonti governative leghiste, interpellate sulla presenza di soli rappresentanti M5s, con Conte e Tria. Pertanto "non si ravvisano ipotesi di intervento nel settore, nondimeno il monitoraggio dei profili di rischio è continuo e scrupoloso".

La scommessa sulla crescita stimolata tramite un maggiore disavanzo pubblico sarebbe "sostenibile e responsabile" e, in virtù dello stimolo atteso si accompagnerebbe alla "certezza di ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil nei prossimi anni". E poi c'è la questione vigilanza e Unione europea, con norme che mettono non pochi paletti agli interventi statali e che impongono contrattazioni non indolori per azionisti e risparmiatori, come hanno dimostrato le crisi bancarie degli anni passati. Anche i manager preferiscono usare toni tranquillizzanti. Tria ha continuato a sostenere il provvedimento sottolineando che "punta a contrastare il rallentamento della ripresa degli investimenti e stimolare la crescita a lungo termine".

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