Brasile, Salvini: con Bolsonaro chiederò estradizione Battisti

Pilar Olivares  Reuters

La politica è l'arte della mediazione, il governo il giusto equilibrio di interessi complessi di una società eterogenea.

In effetti, si dice, il reddito medio pro capite è aumentato del 18% tra il 2002 e il 2014 ma a ben vedere ne hanno beneficiato soprattutto i più poveri, attraverso programmi tipo Bolsa Familia (il tasso di povertà si è ridotto dal 30 al 15% della popolazione) e i più ricchi. Nell'era dei social l'informazione diffusa al 95% è falsa o incompleta ma quattro persone su cinque non sono in grado di dimostrare se è vera o veritiera.

In campagna elettorale Bolsonaro ha promesso leggi più elastiche sul controllo delle armi e una licenza di uccidere a priori per i funzionari di polizia.

Sebbene si dichiari nazionalista, le proposte di Bolsonaro puntano a una politica economica rivolta esclusivamente verso il settore privato. Al primo turno delle elezioni aveva ottenuto il 46%, contro il 29,3% di Haddad.

I candidati incarnavano progetti assolutamente contrapposti: da una parte un militare a riposo, nostalgico della dittatura militare e favorevole a una piena liberalizzazione in economia; dall'altro un intellettuale di sinistra, seppur moderata, erede dell'ex presidente, Inacio Lula da Silva. Bolsonaro è atteso domani a Brasilia per avviare il processo del passaggio di consegne, che culminerà con la cerimonia d'insediamento il primo gennaio. Un indicatore importante sarà la scelta dei Presidenti delle due camere: se il Presidente insisterà a nominare un esponente del suo partito, dovrà poi affrontare difficoltà maggiori per far passare qualunque misura nel Congresso. Dopo aver pregato e ringraziato Dio, il candidato di estrema destra ha letto le sue prime parole ufficiali da presidente del Brasile. I partiti di sinistra del Paese sono entrati in una profonda crisi già nel 2016, con il procedimento di impeachment contro l'allora presidente Dilma Rousseff. Di simile alla vittoria di Trump, però, c'è il fatto che metà dei brasiliani oggi si sente galvanizzata e l'altra metà devastata. Tutto questo, naturalmente, fa gioco all'inquilino della Casa Bianca, che ha trovato nel Continente un punto di appoggio prezioso e forse inatteso. "Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l'amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sara' ancora piu' forte". Il motivo? Durante la campagna elettorale, Bolsonaro ha annunciato che una volta eletto avrebbe estradato in Italia l'ex terrorista Cesare Battisti.

Nel rapporto "Il Brasile diviso: ritorno alla polarizzazione crescente delle diseguaglianze" si nota come dal 2002 il 50% dei brasiliani più poveri sono stati più inclini a votare il Pt rispetto al 10% più ricco. Non ha la cittadinanza italiana, ma anni fa dichiarò di volerla chiedere, per avere un Paese straniero "dove rifugiarsi in caso di necessità".

In seguito all'elezione di Bolsonaro, il valore dei titoli Etf brasiliani quotati alla borsa di Tokyo è aumentato di oltre il 12 per cento all'apertura dei mercati giapponesi.

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