Tap, Di Maio: "Con stop penali da 20 miliardi"

Luigi Di Maio

Non c'è alcun contratto che preveda penali e non c'è nessuna carta presso i Ministeri che conferma parla di costi di abbandono dell'opera.

"Ma - ha avvertito Di Maio - dobbiamo essere compatti. Non possiamo permetterceli come MoVimento 5 Stelle, non possiamo permetterceli come governo e soprattutto non possiamo permetterceli come Italia", scrive il ministro del Lavoro. Con un appello: "Chi ha rastrellato voti per la causa presenti una mozione di sfiducia". "Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente" - ha detto il ministro. Pressato dalla base, il capo politico segue la direzione tracciata dall'esecutivo e chiude ogni spiraglio, perché "non ci sono alternative" alla realizzazione del gasdotto che porterà dall'Azerbaigian all'Europa il gas. "I cittadini, giustamente, non ce lo perdonerebbero mai". Ribadire che le scelte sono fatte a maggioranza, e "chi non accetta ne risponde", sa di ultimatum. Anche il metodo che usano è semplice: vogliono dipingerci agli occhi degli italiani come gente che non rispetta le promesse e sminuendo, censurando o stravolgendo il senso di tutti i risultati raggiunti.

Eventuali costi di rinuncia all'opera vanno valutati nell'ottica del risarcimento di eventuali danni subiti e costi di investimento già effettuati da TAP e dagli investitori, ma nella valutazione occorre anche valutare eventuali ritardi, adempimenti, ottemperanza e inottemperanze alle prescrizioni ed illeciti (civili, amministrativi e penali) potenzialmente commessi da TAP.

Il ministro dello Sviluppo Economico interviene mentre all'interno dei 5 Stelle cresce la tensione: tre parlamentari M5s - i senatori Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial - si schierano contro la decisione del premier e anzi lo smentiscono: "Non ci possono essere penali, perché non esiste alcun contratto tra Stato e Tap", affermano. "Anziché stare dalla parte del popolo che rialza la testa, hanno deciso di stare dalla parte delle élite", sottolinea. Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato per Di Maio e il M5s e dopo un fine settimana segnato dalle manifestazioni contro i pentastellati di governo. L'ex ministro dello Sviluppo economico "carica" le accuse: "Di Maio sta facendo una sceneggiata e sta prendendo in giro gli elettori ai quali ha detto una cosa che non poteva mantenere". "Noi ci siamo battuti contro quest'opera".

Rimane ora solo la Tav, cioè il collegamento ferroviario Torino - Lione; per evitare un crollo immediato e rilevante del consenso sono arrivate le dichiarazioni sia del vicepresidente Di Maio sia del ministro Danilo Toninelli. "Dire la verità ai cittadini non significa aver cambiato idea rispetto alla campagna elettorale - ha aggiunto Di Maio - Significa arrivare ai ministeri, studiare le carte, studiare gli accordi e fare tutte le proiezioni di rischio per le casse dello Stato".

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