La Bialetti entra in crisi: a rischio le caffettiere dello storico baffo

Pier Marco Tacca via Getty Images

"I ricavi consolidati del primo semestre 2018 - si legge nella nota dell'azienda - sono pari a 67,3 milioni di euro rispetto a 76,6 milioni di euro del medesimo periodo del 2017 e registrano una riduzione del 12, 1%". Lo scorso 10 ottobre, l'azienda ha annunciato un accordo con il fondo Och-Ziff Capital, che investirà in Bialetti 40 milioni di euro portandola così a detenere il 25% del capitale. "Il risultato netto di Gruppo del primo semestre 2018 è negativo per 15,3 milioni di euro rispetto al risultato negativo di 1,6 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente". La società di revisione ha fatto sapere che ci sono "dubbi sulla continuità aziendale". Fra queste Bialetti, nome storico che per generazioni è stato sinonimo di moka, ma che ora naviga in cattive acque.

Un risultato che - ha spiegato il gruppo - "risente principalmente della generale contrazione dei consumi registratasi sul mercato interno ed estero nonchè della situazione di tensione finanziaria che ha determinato ritardi nell'approvvigionamento, nella produzione e nelle consegne di prodotti destinati alla vendita sia nel canale retail che nel canale tradizionale, lasciando inevasi significativi quantitativi di ordini di vendita già acquisiti in quest'ultimo canale".

Fondata nel 1919 da Alfonso Bialetti, negli anni '30 inventò la moka grazie all'"omino coi baffi", Renato Bialetti: un uomo talmente legato alla sua invenzione che nel 2016, quando morì, le sue ceneri furono conservate in una grossa moka.

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