In Irlanda non ci sarà più il reato di blasfemia

L’Irlanda alle urne per archiviare l’antica legge sulla blasfemia

Venerdì in Irlanda c'è stato un referendum per decidere se modificare la parte della Costituzione irlandese secondo la quale la blasfemia è un reato. Lo spoglio è iniziato sabato ed è andato avanti per buona parte della giornata.

Il passato ultracattolico della Repubblica d'Irlanda ha determinato un impianto legislativo molto netto su alcuni temi: l'omosessualità è stata reato fino al 1990, solo recentemente la legislazione sull'aborto è stata cambiata in senso progressista con un referendum e la blasfemia è ancora un reato, seppur minore. In tutto ha votato il 43,8 per cento degli aventi diritto.

Era dal 1855 che in Irlanda non veniva emessa una condanna per blasfemia, e persino la Chiesa cattolica irlandese aveva definito "abbondantemente obsoleta" la legge; ma ciclicamente se ne tornava a parlare. A rilanciare le polemiche nel 2015 l'attore Stephen Fry, che fu denunciato alla polizia per aver fatto alcuni commenti su Dio in un'intervista tv. "Perché dovrei rispettare un Dio capriccioso, malevolo e stupido, che crea un mondo così pieno di ingiustizia e dolore?".

E in Italia come funziona? Higgins, sempre secondo gli exit poll, dovrebbe aver vinto con quasi il 60 per cento dei voti. Il settantasettenne, già ministro della Cultura a due riprese, ha così ottenuto il suo secondo mandato consecutivo, in uno dei pochi Paesi al mondo dove la carica presidenziale viene rinnovata addirittura ogni sette anni.

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