Tria: "Spread è alto per incertezza politica non per la manovra"

Tria Ha ragione Draghi a questi livelli spread dannoso

"Poiché le banche hanno un effetto sistemico, è chiaro che l'intervento dello Stato è doveroso".

Spero che Tria riesca a imporre un certo buon senso e il Capo dello Stato svolga opera di mediazione. "Non è la manovra economica del governo a far salire lo spread", spiega alla platea riunita nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, location della festa del quotidiano Il Foglio.

Altro che uno che "avvelena il clima", come aveva detto venerdì Luigi Di Maio, il ministro dell'Economia Giovanni Tria la pensa in tutt'altro modo su Mario Draghi: il presidente della Bce "non ha detto nulla di strano" quando ha lanciato l'allarme sullo spread. Tria ha detto giustamente che i mercati guardano a dove andrà il Governo nei confronti dell'Europa. Poi, aggiunge evitando di estremizzare la divergenza, "per contrastare il rallentamento dell'economia avrei invece preferito da economista il 2,4 ma anche il 2,5%". Luigi Di Maio fa sapere che è corretta la segnalazione secondo cui è rimasto nel testo il riferimento ai capitali esteri, sia per la rottamazione che per il condono: "Poi dicono che non mi devo incazzare", si sfoga il ministro su Fb. Ma come facciamo a farlo scendere? Il ministro rivendica anche la crescita, che il governo ha stimato per il 2019 all'1,5%, e spiega di non avere in cantiere alcuna revisione del pil nè a breve nè a medio termine.

"Le nostre banche sono ancora solide, sono in grado di superare i test sulla capitalizzazione - o almeno quasi tutte - e per ora non ci sono pericoli". Ci sono paesi che non vogliono mettere nulla un comune. Dire questo, come certamente ha inteso significare Mario Draghi, non significa remare contro questo o quel governo ma semplicemente dire la verità che tutti dovrebbero aver presente. "La spesa pubblica si tiene sotto controllo sempre".

Parole critiche anche sul capitolo Alitalia: "Dopo un anno abbiamo tre commissari e non ho visto nessun piano industriale, c'è il problema del prestito ponte di 900 milioni, e questo riguarda il Ministero dell'economia, che deve essere restituito secondo le regole europee". Tornando alle banche, Tria non si sbilancia sullo strumento che potrebbe essere messo in campo per combattere gli eventuali problemi di ricapitalizzazione tenendosi alla larga dall'ipotesi delle fusioni, quella che riscuoterebbe maggior consenso nel M5S. Se vi interessa continuare ad ascoltare un'altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

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