Maturità 2019, una importante novità in arrivo. Le date

Alessandro Bianchi  Reuters

Nuovi posti, almeno 11mila. E lo stesso vale per le iniziative, tutt'altro che risolutive e cancella-contenziosi, che si vogliono intraprendere per i nuovi concorsi selettivi, i quali si vorrebbero d'ora in poi organizzare per produrre solo vincitori e non più idonei all'insegnamento, tagliando fuori questi ultimi dalle assunzioni, alla stregua di come è stato fatto con i precari storici esclusi dalle GaE e da ogni piano di stabilizzazione complessivo pur dinanzi ad una platea sterminata di posti vacanti.

Le dichiarazioni del responsabile del dicastero dell'Istruzione a margine della presentazione della ricerca dell'Osservatorio Cross predisposto dall'Università degli studi di Milano sulla storia dell'educazione alla legalità nella scuola italiana (a palazzo Pirelli). Il Ministro dell'Istruzione ha parlato ritornando sul discutissimo tema del test di medicina, e le novità sono importanti.

Ma nessun fondo aggiuntivo. "Perché il settore della scuola ha già perso troppe occasioni e chi vi lavora non tollera più di essere preso in giro". Come diceva mia nonna: ci si scalda con la legna che si ha. "Per quanto riguarda il primo aspetto - sottolinea Rizzoli - potremmo garantire sistemi di reclutamento degli insegnanti e dei dirigenti scolastici capaci di evitare buchi o ritardi nella determinazione degli organici, con tutto vantaggio della continuità didattica". Chi non riuscirà, dovrà rifarlo.

Parimenti, la Legge di Bilancio 2019 prevede l'avvio di tre cicli per la formazione specialistica di 40mila docenti di sostegno (in tre anni) così da porre "fine ai problemi per i ragazzi disabili". Nella bozza di Intesa per l'autonomia differenziata di Veneto e Lombardia viene indicata la possibile regionalizzazione di professori e presidi, e Bussetti spiega che "su questa loro richiesta c'è un dibattito in corso".

"Sarà un cammino sicuramente lungo, ma potrebbe essere una opportunità, un modello anche virtuoso di gestione più capillare delle scuole".

Per Bussetti si potrebbe dar luogo ad una fase transitoria "in cui gli insegnanti potrebbero passare alla Regione su base volontaria".

Tutte le istituzioni, afferma ancora il Ministro Bussetti nell'intervista, devono impegnarsi nell'investimento di risorse, sponsorizzando le iniziative proposte in modo che il sistema cambi realmente. Quando si fanno delle scelte, bisogna guardare avanti e comunque (in riferimento alla contrarietà dei sindacati) prenderemo decisioni condivise'.

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