Il giudizio di Standard&Poor's: Rating confermato, ma outlook negativo

Manovra, Di Maio: «Nessuna paura di S&P. Draghi avvelena il clima»

Non sembra sorpreso nemmeno l'altro vicepremier, Luigi Di Maio: "Le agenzie di rating - sottolinea - non misurano il benessere dei cittadini di un Paese, ma chi aspettava Standard&Poor's per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa: il rating dell'Italia è stato confermato". L'outlook è infatti sceso a "negativo" dal precedente "stabile" complici le deboli prospettive di crescita e le tensioni con l'Europa.

"A nostro avviso, il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell'Italia. Andiamo avanti! Il cambiamento sta arrivando".

Le agenzie di rating - vale la pena ricordarlo - sono istituti che danno la "pagelle" agli enti (aziende, istituzioni ma anche Stati) che emettono strumenti finanziari. Nel motivare la propria decisione, Moody's aveva sostenuto che le cause del declassamento del rating italiano sono imputabili a "un indebolimento della politica fiscale con un deficit di bilancio più alto per i prossimi anni che l'agenzia aveva assunto in precedenza". Se la previsione di crescita del governo era dell'1,5% per il 2019, l'agenzia di rating la fissa all'1,1% sia per il 2018 e sia per il 2019.

- PENSIONI: "Data l'ampiezza del cambiamento demografico in corso in Italia" le misure del governo per capovolgere parzialmente la Fornero se "attuate in pieno invertiranno i guadagni" realizzati con la riforma e "minacceranno la sostenibilita' di lungo termine dei conti pubblici".

- BANCHE: L'aumento dei rendimenti sui titoli di stato italiani ha effetti negativi sull'accesso delle banche ai finanziamenti sul mercato dei capitali: "un ulteriore aumento dei rendimenti potrebbe ridurre la capacita' delle banche di finanziare l'economia italiana".

S&P ha confermato anche rating Germania AAA, con outlook stabile.

Un anno fa S&P aveva innalzato il rating dal precedente livello di BBB- e aveva indicato come possibili fonti di nuove bocciature un forte rallentamento della crescita, un peggioramento della posizione esterna sull'estero (saldo di parte corrente negativo) o, infine, se fosse venuta meno la fase di miglioramento dei conti pubblici.

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