Focolaio di morbillo a Trieste e c'è una morte sospetta

Morbillo morte sospetta a Trieste

I medici dell'ospedale Maggiore di Trieste hanno rintracciato negli scorsi giorni a livello polmonare il virus del morbillo nella persona che è deceduta. L'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste ha comunicato in una nota: "Dei casi già noti, un paziente immunocompromesso con polmonite severa è ricoverato in area critica".

Entrambi i nuovi infetti sono operatori sanitari, che sono andati ad aggiungersi ad altri due colleghi - che non avevano effettuato la profilassi - già colpiti dal virus. Salgono quindi a 7 i casi ravvicinati di questa malattia che in un caso su 1000 può generare nei bambini (anche precedentemente sani) un'encefalite dal decorso letale. Sono in corso gli accertamenti per capire se la causa della sua morte è stato il virus del morbillo. Una sola di queste, come anticipato, è sopravvissuta e si trova al momento in condizioni critiche.

"Dal 1996 in Messico non hanno più vittime per morbillo, possibile che da noi ora sia morta una persona a Trieste?".

I casi accertati sono saliti in poche ore da cinque a sette, quattro dei quali operatori sanitari. "Era abbastanza prevedibile che prima o poi vi fosse un focolaio perché il tasso di vaccinazione è molto basso - aveva concluso il direttore del dipartimento di Igiene e sanità pubblica, Riccardo Tominz - solamente la fascia 1-17 anni è risalita al 90%". "Mi ha chiamato ieri la Rai per intervistarmi su questo". Sulla situazione vigente si è espresso Roberto Burioni, l'immunologo virologo che 'combatte' le fake news sui vaccini, ospite alla Leopolda 9 di Firenze, dove è stato intervistato da Matteo Renzi in merito ai contagi da morbillo rilevati nell'ultimo periodo. La vaccinazione, ricordano gli esperti, pur se altamente consigliata rimane facoltativa anche tra il personale sanitario.

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