Alcol, Enpam-Eurispes: consumo in aumento. A bere più spesso sono i giovani

E' l'alcol la sostanza che uccide più di fumo e droga

Un quarto degli italiani associa l'alcol a situazioni di convivialità (23,8%), il 17,1% lo accomuna ad una sensazione di piacere, l'11,9% ad un concetto di spensieratezza, un cittadino su dieci al relax (10,6%). L'indagine ha previsto tre diverse ricerche campionarie, interessate ad indagare soprattutto come sia cambiato il fenomeno negli anni, come sia vista la figura del consumatore di alcol in relazione anche alla pubblicità ed ai media, e quanto sia diffuso il fenomeno all'interno delle fasce giovanili. L'alcol rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, insieme al fumo e all'ipertensione. Questo è quello che emerge dalla ricerca "Indagine sull'Alcolismo in Italia", condotto dall'Osservatorio permanente Eurispes ed Enpam: in 10 anni i morti sono stati 435mila.

Il primo bicchiere arriva sempre più presto. Solo in due casi su dieci si beve durante i pasti.

Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beve di più (33,1%) e un'identica percentuale rivela di aver visto un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in video mentre beveva.

Birra, vino e per finire superalcolici. Il consumo è prevalentemente extracasalingo, lontano dalla tavola e legato al divertimento e allo "sballo": dal pub alla discoteca. Il drink alcolico - osservano gli esperti - è considerato una sorta di "rito di passaggio sociale" che caratterizza la fine dell'infanzia. E il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più contenuto rispetto al passato. Sette ragazzi su dieci rispondono che queste bevande "piacciono" (71,1%), oltre un quinto sottolinea che "aiutano a divertirsi" (21,6%), il 4% confessa che servono a "dimenticare i problemi", il 3,2% se la cava con un "lo fanno tutti".

Dall'indagine è emerso infine come, rispetto al primo Rapporto Eurispes sul fenomeno (1984), l'alcolismo sia percepito come problema sociale da un numero inferiore di individui maggiorenni: 35,4% contro il 66%. Continuando nella lettura dei dati, il 23,7% beve per "rilassarsi" - l'8,8% in più rispetto al 2010 - il 9,2% per "affrontare una situazione complicata" - era il 2,6% nel 2010, il 2,2% per "reagire a un insuccesso", contro l'1,2 per cento. Emergono però frequenti eccessi nel consumo. Un approccio culturale a cui contribuirebbero in modo determinante i media con i messaggi che veicolano.

L'alcol è la sostanza che fa più vittime rispetto a tutte le altre droghe. Un altro dato sconcertante emerso dall'indagine riguarda il fatto che il 54% dei minori ha acquistato almeno per una volta dell'alcol, cosa che risulta essere assolutamente vietata dalla legge italiana. In Italia, l'uso di sostanze alcoliche è tra le prime cause di morte tra i giovanissimi, spesso in seguito a incidenti stradali.

Il 40% degli intervistati ammette di essersi messo alla guida dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Inoltre, il 30% dei ragazzini tra gli 11 e i 14 anni dichiara di aver viaggiato su un mezzo guidato da qualcuno che avesse bevuto alcolici.

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