Moody's taglia il rating dell'Italia a Baa3, outlook stabile

Moody’s taglia il rating dell’Italia mancano riforme e il debito non cala

Sempre il 19 ottobre un'altra agenzia di rating, Fitch, ha sottolineato in una nota come un suo ulteriore downgrade - da attendersi nel 2019 - rischi di innescare un effetto dominio sul comparto bancario. L'outlook, però, rimane stabile. L'agenzia di rating ha quindi spiegato di avere declassato l'Italia, preoccupandosi per il fatto che ci sarà una stabilizzazione, non una riduzione del debito.

Dopo una spinta temporanea dalla politica espansiva di bilancio Moody's infatti si attende che la crescita torni intorno all'1%.

La decisione di Moody's si riferisce al "cambio concreto della strategia di bilancio, con un deficit significativamente più elevato" rispetto alle attese, spiega l'agenzia in una nota.

In secondo luogo secondo gli analisti non ci sarebbe nelle scelte del Governo "una coerente agenda di riforme per la crescita". L'agenzia ha motivato la decisione con l'innalzamento del deficit previsto dal governo nei prossimi anni, e sostenendo che le politiche fiscali ed economiche del governo non comprendano un "piano coerente di riforme" che favoriscano la crescita.

Le possibilità di un'uscita dell'Italia dall'euro sono al momento "molto basse", ma potrebbero aumentare "se le tensioni fra il governo italiano e le autorità europee" sulla manovra e sugli impegni sui vincoli bilancio "dovessero subire una ulteriore escalation", scrive ancora Moody's. "Il rapporto debito/PIL dell'Italia dovrebbe stabilizzarsi attorno al tasso attuale del 130% del PIL nei prossimi anni, piuttosto che iniziare a declinare come pensava in precedenza Moody", ha detto l'agenzia in un comunicato stampa Moody's osserva che il debito pubblico è tanto più problematico in quanto le prospettive di crescita economica sono più deboli.

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