Obesity Day 2018: in linea con gli esperti dell'ASST Lariana

ObesityDay al Bambino Gesù: incontri con esperti e piccoli chef per prevenire il sovrappeso

"Building climate resilience for food security and nutrition", pubblicato a settembre 2018 da Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef), Programma alimentare mondiale (Wfp) e Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rivelano che nel mondo 821 milioni di persone (circa 1 su 9) soffrono la fame, mentre 672 milioni (circa 1 su 8) sono obesi. Lontano dunque la retorica della "responsabilità personale". "Ho quindi il piacere d'invitarvi alla manifestazione che si svolgerà presso l'Aula Magna primo piano Settore B dell'AORN San Giuseppe Moscati in Contrada Amoretta ad Avellino, a partire dalle ore 9", scrive in un invito agli associati Lucio Capodanno di Slow Food. Ma il problema, hanno rilevato gli esperti presentando l'Obesity Day, è che "le convenzioni sociali e le rappresentazioni mediatiche dell'obesità rafforzano stereotipi della patologia che alimentano lo stigma". In Italia è in sovrappeso oltre 1 persona su 3 (36%, con preponderanza maschile: il 45,5% rispetto al 26,8% nelle donne), obesa 1 su 10 (10%), diabetica più di 1 su 20 (5,5%).

Ecco perché gli esperti, sotto l'egida dell'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, hanno deciso di rivolgere un invito a media, istituzioni, opinione pubblica e stessi operatori sanitari, affinché "adeguino il linguaggio e le immagini utilizzati sull'obesità e la ritraggano in modo corretto e accurato, trattandola per quello che è: una malattia e non un problema estetico", è il messaggio condiviso dalle società per fare in modo che, all'azione, segua un dignitoso riconoscimento dei pazienti. "L'obesità è una condizione complessa che deriva dall'interazione di fattori genetici, psicologici e ambientali. L'Obesity Day - spiega Maria Rita Spreghini, nutrizionista del Bambino Gesù - ha come obiettivo la motivazione al cambiamento delle abitudini dietetico-comportamentali e punta a sensibilizzare le nuove generazioni". Al fondo c'è la necessità di adottare un giusto approccio all'alimentazione. Il decalogo suggerisce ad esempio di "evitare il proibizionismo esasperato".

Bisogna poi tenere conto, da parte del dietologo, delle risposte del paziente anche in termini di resistenza al cambiamento di alimentazione.

Alle ore 11: scelta degli ingredienti per la preparazione di piatti salutari. Solo un bambino su quattro raggiunge la scuola a piedi o in bicicletta.

In occasione dell'Obesity Day, si terrà un'iniziativa al San Donato. E ancora: attuare politiche governative a favore di una migliore disponibilità e accesso a cibo nutriente riducendo la commercializzazione di opzioni meno sane, introducendo protocolli di pianificazione che migliorino gli ambienti urbani, assicurino la pedonabilità e l'uso di spazi verdi e favoriscano più attività motoria; instaurare una relazione positiva, realistica e solidale tra medico e paziente, migliorando l'efficacia delle cure anche attraverso l'uso di un linguaggio appropriato come "alto Bmi" e "peso" preferibili a parole come "obeso" e "sovrappeso", anteponendo la malattia al paziente, usando espressioni come "hai l'obesità" al posto di "sei obeso".

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