I dati non aiutano Trump nella sua campagna contro la FED

Borse tonfo di Wall Street. Trump attacca la Fed

Il risultato è il calo del 3,89% di Tokyo e gli scivoloni non inferiori di Hong Kong (-3,79%) e dei listini cinesi Shanghai e Shenzhen (-4,91% e -5,96%), tutti a sedute ancora aperte.

L'S&P 500 ha perso 57 punti, il 2,1%, a 2.728 punti mettendo a segno la sesta giornata di fila in calo, la serie temporale più lunga dallo scorso novembre. Gli investitori si sono improvvisamente precipitati a vendere titoli sopravvalutati, in particolare nel settore tecnologico.

Arrivato a cedere 699 punti, il Dow Jones Industrial Average ne ha lasciati sul terreno circa 545, il 2,13%, avvicinandosi pericolosamente ai 25.000 punti; soltanto ieri aveva rotto al ribasso quota 26mila lasciando sul terreno 831 punti. L'aumento dei rendimenti dei Treasury Usa tende a destabilizzare il mercato azionario poiche' rende potenzialmente piu' allettante per gli investitori parcheggiare denaro in obbligazioni piuttosto che in azioni. Trump pensa tuttavia che la banca si stia muovendo troppo velocemente in tal senso, e accusa la Fed per il tracollo di Wall Street. Il presidente Usa ha puntato il dito contro la Federal Reserve dopo il tonfo di Wall Street.

Dopo che ieri tutti i principali indici di borsa erano crollati, il presidente statunitense Donald Trump ha criticato clamorosamente e rumorosamente il rialzo dei tassi di interesse deciso della Federal Reserve, la banca centrale americana. "E' impazzita", ha tuonato il presidente, definendo il crollo della Borsa Usa "una correzione attesa da tempo". Fra i singoli titoli Amazon perde il 6,15%, Apple e Google il 4,63%.

A volere essere puntigliosi nemmeno dati su cui costruire strette monetarie; come però abbiamo già puntualizzato la FED deve per forza sfruttare questa fase favorevole della congiuntura americana per ripristinare la propria dotazione di un tasso di interesse rialzato che consenta future manovre espansive per evitare nuove future recessioni che sarebbe pericoloso affrontare senza strumenti monetari classici disponibili. In caduta libera anche i titoli tecnologici. "E' quello che facciamo e continueremo a fare", ha assicurato Powell escludendo influenze da parte della politica.

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