Fmi taglia stime Pil Italia: colpa stop riforme e debito

Fmi taglia le stime del pil dell’Italia: «Preservare la riforma Fornero»

Non la pensa sicuramente allo stesso modo il Fondo Monetario Internazionale che, nel suo World Economic Outlook, ha tagliato le stime sul Pil italiano rispetto allo scorso aprile a +1,2% nel 2018 e +1% nel 2019, dopo il +1,5% del 2017.

Il capo economista del Fondo, Maurice Obstfeld, rispondendo a una domanda sull'Italia ha chiarito che "è imperativo per la politica di bilancio mantenere la fiducia dei mercati, e abbiamo visto un aumento degli spread e questo rende" il Paese più vulnerabile. Per Eurolandia il Fondo prevede per quest'anno un pil in aumento del 2,0%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di luglio (-0,4 punti su aprile). Jean Claude Juncker e Pierre Moscovici - rispettivamente Presidente della Commissione Europea e Commissario europeo per gli affari economici e monetari - l'hanno proprio detto: l'Italia potrebbe diventare come la Grecia.

Non va dimenticato che i segnali economici provenienti dai paesi in via di sviluppo ed emergenti sono negativi, e gli analisti temono che potranno esserci tempi non semplici. Ma, ricorda il Fondo, se "la ripresa ha contribuito a migliorare occupazione e redditi, rafforzando i bilanci e offrendo l'opportunità di ricostruire" buffer di bilancio, nel momento in cui i rischi "si orientano al ribasso, cresce l'urgenza di politiche per una crescita solida e inclusiva". Le più cupe sono quelle che incombono sul multilateralismo: "Senza politiche inclusive, il multilateralismo non sopravviverà". E' quanto emerge dai dati del Fmi. Per tutte le proiezioni del Pil sono riviste al ribasso: la Germania passerà dal 2,5% di crescita del 2017 al 1,9% nel 2019; la Francia calerà dal 2,3% all'1,6%; mentre la Spagna dal 3% scenderà al 2,2% di crescita del Pil. La frenata è legata alle tensioni commerciali, che iniziano a essere "evidenti a livello macroeconomico" e sono alla base della prima revisione al ribasso della crescita mondiale dal 2016. Il ministro di Economia e Finanza, ha spiegato che la manovra tende a migliorare il rapporto deficit Pil, puntando sulla crescita del paese. A pesare sarebbe in particolare l'incertezza dell'agenda politica dell'esecutivo.

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