F1, Vettel: "Abbiamo reso la vita facile alla Mercedes"

Sebastian Vettel

Penso all'incidente di Monza, davvero, non ha senso. Lewis Hamilton non ha in ogni caso voluto pure infierire su Sebastian Vettel, che invece dall'estate è precipitato in una spirale di sfortuna ed errori che lo ha buttato a terra. Se vai fuori ne hai zero. Il fine settimana in Giappone è stato un compendio di esempi di come il Cavallino abbia smarrito la strada della vittoria: il flop-gomme nelle qualifiche, la sfuriata del team principal, Maurizio Arrrivabene, fino al testa-coda di Vettel nell'azzardato sorpasso a Max Verstappen.

A pochi giorni dal gran premio del Giappone, gara che ha definitivamente indirizzato il titolo mondiale Piloti nelle mani di Lewis Hamilton, Flavio Briatore ha dato una propria opinione su quanto fatto da Sebastian Vettel in questa seconda parte di stagione, in cui ha prima perso la leadership del Mondiale e poi non ha saputo mantenere il contatto con il rivale a causa di una serie di errori commessi. Spiace dirlo ma da 13 mesi a questa parte Vettel non ha avuto niente a che fare con questo tipo di Driver eppure il suo palmares dovrebbe dimostrare il contrario; se ha bisogno di una vettura con mezzo secondo di vantaggio per vincere allora per cosa è stato ingaggiato?

Più felice rispetto all'ultima volta, quando dovette far passare i suo compagno di squadra, è anche Valtteri Bottas: "Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, è stata una gara perfetta - le sue parole - E' andato tutto bene fin dall'inizio, poi a metà gara ho cominciato a sentire il degrado delle gomme - oggi il nostro obiettivo era quello di arrivare al traguardo prendendo più punti possibili".

"L'obiettivo è solo portare a casa punti. Lo stress che sopporta un pilota è enorme, sei nella posizione di dover gestire lo stress e fare il tuo lavoro".

"La Ferrari nelle ultime 3-4 gare ha compiuto errori di strategia che è difficile da comprendere, ci sono campionati che vinci, gestendoli". Competi con i migliori al mondo e la linea tra l'essere campione o secondo è molto, molto sottile.

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