Formula 1 Giappone, Arrivabene: situazione molto difficile ma non molliamo

Arrivabene: «La Ferrari sempre regolare. Ma le fughe di notizie...»

Per l'ennesima volta la Ferrari si è fatta cogliere in fallo. Il podio era alla portata, hanno lavorato bene sia la squadra che i piloti.

"Sapete che ci ho messo sempre la faccia e premetto che anche se la vettura oggi è cresciuta rispetto a ieri, non avremmo fatto la pole ma quello che è capitato è inaccettabile".

Proprio quest'ultima frase del manager bresciano presenta un non so che di assurdo. "Già altre volte ho detto che l'obiettivo che dobbiamo avere è quello della macchina del 2002 e del 2004, una macchina dominante ti permette degli errori, una macchina forte ti permette di lottare più o meno ad armi pari con i tuoi avversari più forti. - ha aggiunto Arrivabene - Come finisce il Mondiale?" Una figuraccia che potrebbe fare saltare qualche testa, ma il team principal puntualizza: "A caldo non si prendono decisioni, se e sottolineo se, i conti li faremo a fine stagione".

Tutte le teorie complottistiche che sono state presupposte in questa ultima settimana forse non sono così inverosimili. "È vero che siamo una squadra giovane e probabilmente ci manca una persona d'esperienza capace di leggere le situazioni in modo corretto ed in tempi brevi". Strano da dirsi, soprattutto perché gli uomini autori di questo colossale qui pro quo sono gli stessi strateghi che a Sochi sono riusciti a mettere Vettel davanti a Hamilton dopo una sosta studiata nei minimi dettagli. E tutto ciò è ancora più assurdo.

La Ferrari soffre, ma è regolare. "Domani c'è una gara da fare, bisogna andare in pista con determinazione e serenità", conclude il Team Principal della Ferrari. Manca un leader, proprio come a suo tempo fu Jean Todt negli anni d'oro dei trionfi vissuti con Schumacher e Ross Brawn. Arrivabene esprime la preoccupazione che quelle novità vengano carpite dai rivali.

Uno schiaffo al Cavallino Rampante che arriva in uno dei momenti più delicati della sua storia recente.

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