Giovani. Sinodo, il Papa: Vale la pena avere la Chiesa come madre

Le lacrime del Papa: si commuove al primo incontro coi vescovi cinesi

Papa Francesco ribadisce: "Secondo la prassi ecclesiale, il fedele si accosta normalmente all'eucaristia in forma processionale e si comunica in piedi con devozione, oppure in ginocchio, come stabilito dalla Conferenza episcopale, ricevendo il Sacramento in bocca o, dove è permesso, sulla mano, come preferisce", ma ad opporsi a tale libertà sono ormai molti sacerdoti e Vescovi, primo tra tutti il Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. "Il cambiamento fa paura ma se c'è una persona che non ha assolutamente paura adesso è il Papa, che vuole il cambiamento e la vivacità nella Chiesa", ha sottolineato padre Clemens Blattert, gesuita a Francoforte.

"Oggi, per la prima volta, sono qui con noi anche due confratelli Vescovi dalla Cina Continenktale", ha detto il Papa. Non ha intenzione di perdere la connessione con i ragazzi, soprattutto con quelli che si sono allontanati per gli scandali nel clero: "Vale la pena di aggrapparsi alla barca della Chiesa", dice: "anche attraverso le tempeste impietose del mondo, continua ad offrire a tutti rifugio e ospitalità; vale la pena di metterci in ascolto gli uni degli altri; vale la pena di nuotare controcorrente e di legarsi ai valori alti". "Con gioia ed emozione - ha detto il porporato - prendo la parola" in questa Assemblea, a cui il Papa ha voluto affidare "un tema di capitale importanza" per "il futuro dell'umanità" e per "ringiovanire il volto stesso della Chiesa", in linea con il Concilio Vaticano II. Egli, invece, si è fidato di Dio, e sulla sua Parola ha lasciato la propria casa e le proprie sicurezze. Grazie alle decisioni del Papa nella "Episcopalis Communio, sulla struttura del Sinodo dei Vescovi, questo organismo post conciliare diventa flessibile per la composizione e i tempi di convocazione, e diventa obbligatoria la consultazione popolare preliminare".

Il Papa ha cominciato con questo auspicio l'omelia della Messa di apertura del Sinodo questa mattina in piazza San Pietro alla presenza dei 267 padri sinodali che si riuniranno, a partire da oggi, insieme a Francesco fino al 28 ottobre, per confrontarsi sul tema: "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". "Ne consegue che Lgbtq e linguaggi simili non dovrebbero essere usati nei documenti della Chiesa, perché il suo uso suggerisce che questi sono gruppi reali e autonomi, e la Chiesa semplicemente non classifica le persone in questo modo". Papa Francesco non guarda solo al passato, cioè al Concilio Vaticano II, ma anche al presente, cioè all'ora attuale della Chiesa, la quale si va introducendo in 'una nuova tappa evangelizzatrice', domandandole con forza di costituirsi 'in tutte le regioni della terra in uno stato permanente di missione'. Rilevante anche la presenza di otto "delegati fraterni rappresentanti di altre Chiese e Comunità ecclesiali" e di "un invitato speciale" (fratel Alois, priore della fraternità ecumenica di Taizé), che seguiranno i lavori del Sinodo insieme a "23 esperti" e "49 uditori e uditrici", tra cui "34 giovani di diverse culture ed aree geografiche". Il Sinodo non si limita dunque ad elaborare il Magistero, ma può cambiare le modalità con cui si esercita il potere ecclesiastico. "Questo - commenta il giurista Mario Castellano esperto sull'America Latina - non era stato neanche teorizzato in precedenza". Di conseguenza, non risulta necessario in questo campo un accrescimento della sua competenza. "Ma sono riuscito a trattenermi in tempo", aveva poi aggiunto.

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