Cinghiali: Cia Ancona, "Allerta peste suina africana"

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Danni incalcolabili Se il virus dovesse varcare i confini nazionali le conseguenze per la filiera suina sarebbero incalcolabili, coinvolgendo allevamenti e industrie di trasformazione, e metterebbe fuori gioco per mesi un settore che vale miliardi di euro e che dà lavoro a migliaia di persone.

Emergenza cinghiali nelle Marche non solo per il rischio viabilità e per i danni all'agricoltura.

Intanto la peste suina africana ha continuato la sua avanzata, arrivando in Bulgaria, Romania, Ucraina, Lituania, Repubblica Ceca, Moldavia e anche in Belgio, tutti episodi segnalati a inizio settembre da AgroNotizie, e ora il virus minaccia seriamente i nostri allevamenti. In Belgio infatti sono stati trovati alcuni cinghiali selvatici morti a causa di tale malattia virale che colpisce suini e cinghiali selvatici. Solitamente letale per gli animali, la malattia è innocua per gli uomini. Si ipotizza che la malattia possa diffondersi anche in Italia per vie naturali.

I cinghiali sani vengono infettati dal contatti con altri animali infetti che pascolano all'aperto. Per la Cia, è indispensabile che le autorità competenti intervengano tempestivamente.

La Regione Veneto ha già coinvolto gli Uffici caccia e il personale di vigilanza venatoria delle Province e della Città metropolitana, le guardie venatorie volontarie, i carabinieri del servizio forestale e tutte le associazioni venatorie del territorio regionale, perché ogni singolo operatore, nel proprio territorio di azione, agisca da 'sentinella' e segnali ai servizi veterinari competenti o all'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie eventuali rinvenimenti di cinghiali selvatici, così come eventuali immissioni abusive o comportamenti anomali di singoli capi.

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