Surfista muore ucciso da un'ameba mangia cervello dopo un tuffo in piscina

Muore a 29 anni dopo essere stato infettato dall'ameba'mangia-cervello

Al ritorno a casa, mentre tagliava il prato ha iniziato ad accusare un fortissimo mal di testa.

Un ragazzo di 29 anni, Fabrizio Stabile, è morto dopo essere stato infettato dal parassita Naegleria Fowleri, noto anche come "ameba mangia cervello", scrive il New York Times. Dopo aver preso degli analgesici, Fabrizio andò a dormire, ma il giorno dopo non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto o a parlare. Il giovane, che aveva 29 anni, avrebbe contratto il Naegleria fowleri durante una visita al Cable Park BSR in Texas dove aveva nuotato nella piscina a onde.

Sua madre ha chiamato il numero delle emergenze ed è stato portato d'urgenza all'ospedale con sintomi quali febbre alta e gonfiore del cervello.

In ospedale i medici lo hanno inizialmente curato per meningite batterica. Come poi però hanno scritto i genitori del ragazzo in una pagina di GoFundMe - aperta per raccogliere fondi alla memoria di Fabrizio e donarli per studiare rimedi ai sintomi che ne hanno provocato la morte -: "Sfortunatamente nostro figlio non ha risposto ai farmaci e le sue condizioni sono immediatamente peggiorate".

Fabrizio Stabile, a dispetto del suo nominativo italianissimo, veniva dal New Jersey, e non avrebbe mai pensato che quel mal di testa era il sintomo di una malattia che non gli avrebbe lasciato scampo.

E' il primo caso negli Usa di un'infezione del genere dal 2016 quando una ragazza di 18 anni è morta dopo aver contratto la stessa infezione al 'Whitewater Center', un parco acquatico nel North Carolina.

La diagnosi della malattia in genere tardiva, contribuisce alla sua elevata mortalità. Solo pochi individui sopravvivono alla rara infezione che si contrae tramite esposizione all'acqua contaminata dall'ameba. Il CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha già avviato i controlli, raccogliendo campioni d'acqua. Le infezioni avvengono solitamente nei laghi e nei fiumi. "Non c'era più modo di somministrargli il farmaco che era stato precedentemente fornito a tre dei cinque sopravvissuti all'ameba conosciuti nel Nord America". Non esistono vaccini. Per prevenire l'infezione, secondo gli epidemiologi, nuotatori o subacquei in immersione in acque dolci dovrebbero usare pinze per impedire l'ingresso di acqua dal naso, o evitare di mettere la testa sott'acqua facendo il bagno nelle sorgenti calde.

Correlati:

Commenti


Altre notizie