Acqua minerale Fonte Itala con trielina, il ministero: "Via dai punti vendita"

L'acqua minerale Fonte Italia

Il richiamo si estende alle confezioni effervescente, chiarissima e frizzante.

Disposto dal Ministero della Salute il ritiro di alcuni lotti di acqua minerale naturale Fonte Itala. L'acqua minerale è stata imbottigliata da Fonte Italia Srl nello stabilimento di Atella (PZ) in contrada La Francesca.

Le bottiglie di acqua coinvolte sono in plastica PET da 1,5 litri con i relativi numeri di lotto: L110918, L120918, L130918 e L150918.

Se di recente avete acquistato quest'acqua, controllate il lotto e se coincide con uno di quelli richiamati, evitate di consumarla e riportatela presso il punto vendita per ottenere un cambio o un rimborso.

Presenza di tricloroetilene, conosciuta commercialmente anche come trielina, in concentrazione superiore ai limiti previsti dalla legge. La sua struttura è assimilabile a quella di una molecola di etene i cui quattro atomi di idrogeno sono stati sostituiti da altrettanti atomi di cloro.

Il tricloroetilene è un solvente utilizzato come anestetico in chirurgia o nell'industria per sgrassare e pulire pezzi di metallo, per fabbricare colla che serve per le calzature, come solvente per colori e smalti, per purificare olii vegetali etc. Il tricloroetilene o trielina, è un liquido limpido, incolore, molto volatile, di odore simile a quello del cloroformio. Inoltre, questa sostanza è stata collegata - come riportato da Diario del Web - alla malattia di Parkinson da una ricerca internazionale condotta da ricercatori statunitensi, canadesi, argentini e tedeschi e pubblicata sulla rivista Annals of neurology.

Il tricloetilene è presente anche in molti cibi che fanno parte della nostra alimentazione, ma se assunto in grosse dosi può causare danni a fegato, reni e sistema nervoso. Sul sito del Ministero della Salute c'è un approfondimento sugli effetti sulla salute. "Studi di cancerogenicità hanno evidenziato che l'esposizione per via inalatoria e per somministrazione orale induce nei topi sia maschi che femmine un incremento di carcinomi epatocellulari".

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